Il Monviso, simbolo delle Alpi piemontesi, vive un’estate senza precedenti: dal 10 giugno al 10 settembre, la temperatura alla stazione Arpa sul massiccio, a oltre 3.300 metri di quota, non è mai scesa a zero gradi. Un dato che sottolinea l’eccezionalità del caldo e la sua impatto sugli ecosistemi alpini. La situazione ha spinto la Regione Piemonte a istituire un Tavolo Monviso, con l’obiettivo di monitorare i fenomeni franosi e valutare misure di prevenzione e sicurezza. L’iniziativa, presieduta dall’assessore Marco Gallo, si inserisce nel quadro più ampio dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici, con l’obiettivo di creare un confronto stabile tra territori alpini.
Monitoraggio e dati scientifici
Il Tavolo Monviso, coordinato dalla Direzione Ambiente, Energia e Territorio della Regione Piemonte, guidata da Angelo Robotto, ha visto la partecipazione di esperti e istituzioni locali. L’obiettivo è creare un Tavolo permanente per la resilienza delle Alpi piemontesi, con una sede stabile per l’ascolto e il confronto su fragilità e criticità. Il lavoro si concentrerà su crolli, sentieri, rifugi e accessibilità, con l’obiettivo di garantire una fruizione sostenibile e sicura. L’analisi dei dati ha rivelato un aumento significativo di fenomeni franosi, con il Sistema Informativo Fenomeni Franosi che registra circa 38 mila eventi, aggiornati con rilievi sul terreno, immagini aeree e monitoraggi strumentali.
La crescente frequentazione del Monviso richiede un ripensamento delle modalità di accesso e di presenza. I dati del Parco del Monviso indicano circa 40 mila utenti al Giro del Viso e 200 mila passaggi nell’area intorno alla montagna. Il Soccorso alpino ha effettuato oltre cento interventi negli ultimi tre anni, quasi la metà dei quali riguardava persone che avevano smarrito il percorso. Questi numeri hanno portato alla necessità di rafforzare informazione, segnaletica e accompagnamento, insieme a una valutazione di accessi più organizzati. L’obiettivo non è limitare la montagna, ma renderne la fruizione più consapevole e sicura.
Un’area in pericolo
Le azioni future includeranno ulteriori rilievi sui crolli, l’uso di drone per l’analisi dei sentieri e la valutazione di accessi alternativi ai rifugi. Tra le ipotesi figura un tracciato alternativo verso il Quintino Sella, con la verifica delle condizioni e l’eventuale limitazione temporanea in alcuni punti. La rete regionale, composta da cinque stazioni permanenti e 122 sensori, monitora le temperature superficiali del suolo e della roccia, contribuendo a una base conoscitiva essenziale per il sistema di allerta regionale.
Il caso Monviso non è nuovo: eventi precedenti, tra cui quelli del 2019 e del 2023, hanno dimostrato la fragilità del territorio. I due recenti distacchi, del 1° settembre e della notte tra il 13 e il 14 settembre, hanno confermato la necessità di valutare l’esposizione dei singoli itinerari. L’Arpa indica lo stress termico come probabile fattore dei distacchi, con la degradazione del permafrost come concausa. Non si escludono nuovi fenomeni, che richiederanno ulteriori rilievi e misure preventive.
Il lavoro del Tavolo Monviso proseguirà il 22 settembre con il Tavolo Monte Rosa, con l’obiettivo di costruire una regia regionale comune, con risposte operative coerenti con le caratteristiche di ciascun territorio. L’obiettivo è arrivare all’inizio della primavera 2027 a una prima restituzione condivisa delle conoscenze, degli scenari futuri e delle azioni possibili sulle quali proseguire il confronto con i territori.
- Il Tavolo Monviso è stato istituito per monitorare i fenomeni franosi e valutare misure di prevenzione.
- Il caldo estivo ha reso la montagna più fragile, con temperature mai scese sotto zero.
- La crescente frequentazione richiede un ripensamento delle modalità di accesso e di presenza.
- Il Soccorso alpino ha effettuato oltre cento interventi negli ultimi tre anni.
- La rete regionale monitora le temperature superficiali del suolo e della roccia.



