La Consulta per le persone in difficoltà (Cpd) ha lanciato due concorsi nazionali rivolti alle scuole per smontare i pregiudizi sulla disabilità. L’iniziativa, promossa in collaborazione con La Stampa e altre istituzioni, mira a coinvolgere studenti e insegnanti in un processo di riflessione e progettazione, con l’obiettivo di cambiare lo sguardo sulla disabilità. I concorsi si concluderanno il 4 dicembre a Torino, al Grattacielo Intesa Sanpaolo, con la premiazione dei lavori selezionati.
Scrittura e progettazione per un’educazione inclusiva
Il primo concorso, “Disattiva i pregiudizi e scrivi il cambiamento”, è un’iniziativa giornalistica che invita gli studenti a raccontare esperienze, storie e situazioni in grado di mettere in discussione gli stereotipi sulla disabilità. Prima di realizzare gli elaborati, gli studenti saranno accompagnati attraverso pillole formative realizzate da esperti e testimonial del Terzo settore e del mondo dell’informazione. L’obiettivo è far comprendere come i pregiudizi condizionino il modo in cui guardiamo una persona e le opportunità che le riconosciamo.
Il secondo concorso, “Include! Empatia, Creatività e Start-up inclusive”, si concentra invece sulla progettazione di soluzioni concrete. Gli studenti, suddivisi in team, dovranno affrontare problemi reali legati a contesti come scuola, sport e cultura. A ciascun gruppo saranno assegnate una specifica disabilità e un contesto, da cui partiranno due domande: “Quali difficoltà vivrei in questo contesto?” e “Cosa posso fare per superarle?”. L’idea dovrà evolversi in un progetto, quindi in un prototipo concreto accompagnato da un mini-business model, fino al pitch finale.
Il tema del concorso 2026 è lo sport, un terreno straordinario per osservare concretamente inclusione ed esclusione.
Un’occasione per lavorare con gli studenti
Il direttore della Cpd, Giovanni Ferrero, ha spiegato che l’iniziativa nasce da una convinzione: “Se vogliamo davvero cambiare lo sguardo sulla disabilità, dobbiamo cominciare dalle nuove generazioni”. Gli insegnanti sono invitati a raccogliere la sfida, non solo come competizioni ma come opportunità per lavorare con gli studenti su temi che incontrano ogni giorno: la diversità, i pregiudizi, le barriere e il modo in cui utilizziamo le parole. L’obiettivo è far sì che i ragazzi imparino a partire dalle persone e dai contesti, individuando una barriera e progettando una risposta realmente utilizzabile e sostenibile. Il concorso prevede una categoria “Carta stampata”, riservata alle scuole secondarie di primo grado, e una categoria “Video”, aperta a scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. L’idea è di non riproporre la solita retorica della persona “eroica”, ma di osservare concretamente come si costruisce l’inclusione e si eliminano le barriere.
Il risultato più interessante, secondo Ferrero, non sarà solo la premiazione dei lavori, ma l’effetto che si potrebbe avere nelle classi.
Il 4 dicembre si terrà la premiazione dei lavori selezionati al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino. L’obiettivo è far sì che l’inclusione non rimanga un concetto astratto, ma un’esperienza concreta e partecipata. Gli studenti potranno partire anche dalle loro esperienze scolastiche, con la possibilità di partecipare in due categorie: “Carta stampata” e “Video”. L’idea è di far sì che i ragazzi imparino a guardare la disabilità con occhi diversi, non solo attraverso le parole, ma attraverso l’azione e la progettazione.



