Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 16 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Lavoro e scuola

Moduli didattici da 45 minuti: proposta per una scuola più flessibile e inclusiva

Proposta del CNDDU per moduli didattici da 45 minuti senza ridurre il monte ore annuale.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), guidato da Romano Pesavento, ha presentato una proposta al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per introdurre moduli didattici da 45 minuti, mantenendo invariato il monte ore annuale degli studenti e senza modificare automaticamente l’orario di servizio dei docenti. L’obiettivo è verificare se il tempo dell’istruzione possa essere organizzato in modo diverso, mantenendo integralmente ciò che lo Stato deve garantire agli studenti.

Una sperimentazione per una scuola più flessibile

La proposta, spiegata nel dettaglio, prevede l’organizzazione del tempo didattico in unità modulari da 45 minuti, senza ridurre il monte ore annuale. L’esempio fornito dal CNDDU mostra che 990 ore annuali potrebbero essere suddivise in 1.320 moduli da 45 minuti, senza alcuna riduzione complessiva del tempo di insegnamento. Questo modello permetterebbe una maggiore flessibilità nell’organizzazione delle attività, con spazio per laboratori, recupero, orientamento e attività interdisciplinari.

La sperimentazione non comporta riduzione automatica del monte ore.

Il CNDDU chiarisce che l’ipotesi non consiste nel trasformare semplicemente ogni ora di 60 minuti in una lezione di 45 minuti, poiché una soluzione del genere ridurrebbe il tempo complessivo di insegnamento. L’obiettivo è mantenere integralmente il monte ore annuale, organizzandolo attraverso unità didattiche più flessibili. L’articolo 4 del DPR n. 275/1999 sull’autonomia scolastica consente già a scuole e istituzioni di adottare forme di flessibilità nell’organizzazione dei tempi dell’insegnamento.

Un tavolo tecnico per valutare l’impatto

Il CNDDU ha richiesto l’istituzione di un Tavolo tecnico nazionale sul tempo didattico, per valutare gli aspetti normativi, contrattuali, organizzativi ed economici del modello. La sperimentazione potrebbe partire da un numero limitato di scuole e dovrebbe essere accompagnata da un monitoraggio degli effetti su apprendimenti, partecipazione degli studenti, inclusione, dispersione scolastica, recupero delle difficoltà e benessere a scuola.

Non si prevede un aumento automatico degli organici.

Il Coordinamento precisa che una diversa articolazione del tempo scuola non produrrebbe automaticamente nuovi posti di lavoro e non può quindi essere considerata, di per sé, una misura per ridurre il precariato. Eventuali esigenze aggiuntive di personale potrebbero emergere soltanto qualora la sperimentazione prevedesse un potenziamento strutturale delle attività di recupero, inclusione, orientamento, alfabetizzazione o contrasto alla dispersione. In quel caso sarebbe necessario quantificare gli eventuali costi e individuare le relative coperture finanziarie. Il presidente del CNDDU, Romano Pesavento, ha sottolineato che la proposta non consiste nel sottrarre quindici minuti a ogni ora di scuola, ma nel verificare se il tempo dell’istruzione possa essere organizzato in modo diverso, mantenendo integralmente ciò che lo Stato deve garantire agli studenti. L’obiettivo è quindi quello di sperimentare una forma di didattica più flessibile, inclusiva e orientata al recupero e all’orientamento, senza compromettere i diritti degli studenti.

Leggi anche