Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 16 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Attualità

Dottoressa multata per uso di cartone in pronto soccorso, giudice annulla sanzione per violazione del diritto di difesa

Dottoressa multata per uso di cartone in pronto soccorso, giudice annulla sanzione per violazione del diritto di difesa

Una dottoressa dell’ospedale Barone Romeo di Patti, a Messina, è stata multata per aver immobilizzato una frattura con un cartone da imballaggio e una garza, ma il giudice ha annullato la sanzione, riconoscendo una violazione del diritto di difesa. L’episodio, avvenuto nel luglio 2024, ha suscitato indignazione e dibattito, culminando in un procedimento disciplinare che ha visto la professionista sottoposta a una multa di 200 euro. Il tribunale del lavoro di Patti, presieduto da Fabio Licata, ha accolto il ricorso e revocato la sanzione, evidenziando mancanza di trasparenza e accesso agli atti durante il processo.

Un intervento d’urgenza in assenza di materiali

Il caso riguarda un ragazzo che si era presentato all’ospedale Barone Romeo di Patti per un trauma alla gamba sinistra. Ricevuto in codice verde, era stato preso in carico dalla dottoressa Maria Giovanna Barbitta e sottoposto a esami radiologici, che hanno rivelato una frattura spiroide del malleolo della caviglia sinistra. La situazione non mostrava un’urgenza particolare, ma al momento al pronto soccorso mancava il kit monouso per l’immobilizzazione. La dottoressa Barbitta ha quindi fatto ricorso a un cartone sterile e una garza per bloccare l’arto, un metodo secondario ma necessario in assenza di stecche.

Il padre del ragazzo aveva pubblicato la foto della medicazione improvvisata su Facebook, scatenando indignazioni e commenti negativi. L’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Messina ha istituito una commissione ispettiva interna, seguita da una regionale. Dopo alcuni giorni, la dottoressa ha ricevuto l’avviso di avvio del procedimento disciplinare, che è culminato in una multa da 200 euro.

Un processo disciplinare senza accesso agli atti

La dottoressa ha sottolineato che non aveva mai ricevuto l’autorizzazione necessaria per accedere agli atti, e che non aveva potuto leggere la ricostruzione dei fatti. Inoltre, il fascicolo disciplinare conteneva articoli di giornali, e la professionista non aveva accesso agli atti delle commissioni ispettive durante il procedimento. Il giudice Licata ha constatato che il procedimento non era avvenuto nel rispetto delle norme di legge, e che la dottoressa dovette predisporre le proprie difese «in assenza di conoscenza degli accertamenti tecnici e delle valutazioni poste a fondamento dell’addebito».

La multa è stata revocata per violazione del diritto di difesa. Il giudice ha quindi riconosciuto che la sanzione non era giustificata, e che il procedimento non aveva rispettato i principi di legalità e di difesa. Il caso ha messo in luce i limiti del sistema sanitario, in particolare la mancanza di accesso agli atti e la scarsa trasparenza nei procedimenti disciplinari. La professionista ha espresso soddisfazione per la revoca della sanzione, ma ha anche sottolineato l’importanza di garantire diritti e trasparenza nel sistema sanitario. Il giudice ha riconosciuto la mancanza di trasparenza nel processo. L’episodio ha suscitato ampie discussioni, con commenti negativi su Facebook e dibattiti su come gestire situazioni di emergenza in assenza di materiali adeguati.

Leggi anche