La regione Emilia-Romagna ha destinato 600mila euro a progetti delle cooperative locali, concentrati su temi come scuola, digitale e economia circolare. L’annuncio è stato reso noto durante l’illustrazione della clausola valutativa della legge regionale 6/2006, presentata dalla commissione Politiche economiche presieduta da Luca Quintavalla. L’obiettivo è sostenere l’innovazione e la crescita delle imprese cooperative, che rappresentano un terzo della cooperazione italiana e generano oltre 44 miliardi di euro di fatturato, con 233mila addetti sul territorio.
Investimenti per la transizione digitale e l’economia circolare
Il finanziamento, distribuito tra Legacoop, Confcooperative, Agci e Unci, ha visto un massimo di 120mila euro per singolo progetto. Tra i progetti finanziati, il “Scoop – cooperiamo a scuola” di Confcooperative ha ricevuto 108mila euro per creare imprese del futuro direttamente nei banchi di scuola. Al tempo stesso, Legacoop Emilia-Romagna ha ottenuto 85mila euro per accompagnare le cooperative verso la transizione digitale e i mercati esteri. L’obiettivo è promuovere l’adozione di tecnologie come l’intelligenza artificiale e i supercomputer, come il Leonardo di Bologna, per migliorare l’efficienza aziendale.
Un altro ambito di intervento è l’economia circolare, con un investimento di quasi 84mila euro a Unci Emilia-Romagna per ridurre i rifiuti nei cicli produttivi. Sono stati anche stanziati 81mila euro per la rigenerazione delle comunità e 62mila per la nascita di Comunità energetiche rinnovabili. Inoltre, sono previsti progetti di welfare rivolti alla popolazione anziana, con un focus su servizi e supporto personalizzato.
Progetti per la salvaguardia del lavoro e la crescita sociale
La regione ha anche sostenuto progetti come i “Workers buy out”, che permettono ai dipendenti di rilevare aziende in crisi o senza ricambio generazionale, salvando competenze e posti di lavoro. Questi progetti rappresentano un’alternativa al licenziamento e promuovono la continuità delle attività produttive. L’investimento in questi settori riflette una strategia regionale volta a rafforzare la capacità delle cooperative di adattarsi ai cambiamenti del mercato e a creare opportunità di lavoro sostenibili. La distribuzione dei fondi è stata accompagnata da una valutazione dei risultati del biennio precedente, con l’obiettivo di identificare le aree tematiche su cui concentrare gli investimenti per il prossimo periodo. Tra queste, la transizione digitale, l’economia circolare, il welfare e i progetti di salvaguardia del lavoro. L’Emilia-Romagna, con il suo modello di cooperazione, si pone come esempio di come le imprese sociali possano contribuire al progresso economico e sociale del territorio.
La regione ha investito quasi un terzo del valore totale della cooperazione nazionale, che si attesta sui 144 miliardi di euro.
Le cooperative emiliano-romagnesi generano oltre 44 miliardi di euro di fatturato e danno lavoro a 233mila addetti.



