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mercoledì 16 Settembre 2026

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Europa rafforza il meccanismo per combattere l’inquinamento esterno

L’Europa rafforza il meccanismo Cbam per combattere l’inquinamento esterno e garantire un livello di gioco equo.

Un passo avanti per il controllo dell’inquinamento esterno

L’Europa ha approvato una serie di modifiche al meccanismo di adattamento al carbonio (Cbam), un sistema che impone un costo per le importazioni di prodotti ad alto contenuto di carbonio da paesi non membri. L’obiettivo è garantire un livello di gioco equo tra le aziende europee e quelle estere, evitando che le ultime possano sfruttare la mancanza di regole ambientali per competere a vantaggio. La riforma, approvata con 464 voti a favore, 50 contrari e 159 astenuti, estende il campo d’azione del Cbam a 180 prodotti aggiuntivi, tra cui materiali metallici e fertilizzatori.

Chiudere le falle per evitare il trasferimento di risorse

Il relatore del testo, il deputato olandese socialista Mohammed Chahim, ha sottolineato che le nuove regole chiudono importanti falle e rafforzano l’applicazione delle regole anti-evasione. L’obiettivo è prevenire strategie deliberate per evitare il costo del carbonio, come il trasferimento di risorse da paesi come la Cina. Inoltre, le aziende non potranno semplicemente riferire dati di emissione forniti dal produttore senza dimostrare che riflettono realmente il processo produttivo. Se non riescono a fornire prove, saranno utilizzati valori standardizzati, che potrebbero aumentare l’onere del Cbam.

Le aziende dovranno dimostrare che i dati di emissione sono veritieri, altrimenti saranno applicati valori predefiniti.
La riforma include anche misure per prevenire l’evasione del Cbam attraverso l’acquisto di prodotti direttamente da aziende estere, evitando il pagamento del costo del carbonio. I piattaformi che gestiscono vendite online da paesi non UE dovranno assumersi la responsabilità per le importazioni e i relativi obblighi. Inoltre, le aziende non potranno suddividere le spedizioni in piccoli lotti per evitare il superamento della soglia che attiva l’applicazione del Cbm. Se gli autorità accertano che la suddivisione è deliberata, l’azienda dovrà pagare il Cbm per tutti i prodotti importati a partire dall’inizio dell’anno.

La riforma mira a garantire un sistema più equo e trasparente, riducendo le opportunità per le aziende estere di sfruttare la mancanza di regolamentazione ambientale.
L’Europa accompagna il rafforzamento del Cbm con un fondo temporaneo per la decarbonizzazione, destinato a sostenere le aziende che operano sui mercati esteri. Il fondo è destinato a sostenere le aziende che competono con prodotti non soggetti al Cbm, come quelli prodotti da paesi non UE. Il Parlamento ha proposto di avviare il fondo già nel periodo 2027-2029, anziché nel 2028 come previsto inizialmente. Inoltre, i ricavi residui del fondo saranno utilizzati per le obbligazioni internazionali dell’UE sul finanziamento climatico in base all’Accordo di Parigi, piuttosto che essere restituiti ai singoli Stati membri.

La riforma include anche misure per prevenire l’evasione del Cbm attraverso l’uso di materiali considerati post-consumo. L’obiettivo è evitare che le aziende dichiarino un materiale come post-consumo per ridurre le emissioni dichiarate. Gli importatori dovranno indicare quanto del prodotto deriva da scarti industriali e quanto da materiali recuperati dopo l’uso. In caso di alluminio, saranno richieste verifiche e documentazione per confermare l’origine effettiva del materiale. La riforma rappresenta un passo significativo verso un sistema più coerente e globale per la lotta all’inquinamento, con un focus su un livello di gioco equo e una maggiore trasparenza. L’approvazione del Parlamento segna un importante sviluppo nella politica climatica europea.

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