Il governo britannico, guidato da Andy Burnham, ha iniziato a mettere in pratica alcune delle priorità annunciate durante la campagna elettorale, con un focus su una riforma radicale dello Stato, detta “Rewiring the State”. A quasi due mesi dal suo insediamento a Downing Street, il premier ha iniziato a spostare parte delle decisioni politiche e delle competenze fuori da Westminster, rafforzando il ruolo delle amministrazioni locali e dei sindaci regionali. Questo approccio, che mira a redistribuire potere e risorse verso i territori, rappresenta una svolta significativa rispetto al precedente governo di Keir Starmer.
Portare il governo fuori da Westminster
Uno dei primi interventi del governo di Burnham è il tentativo di ridurre il peso di Westminster nella gestione delle politiche territoriali, trasferendo poteri, risorse e responsabilità ai leader locali. Il piano “Rewiring the State”, presentato a fine luglio, prevede un trasferimento significativo di competenze e funzioni verso le amministrazioni inglesi. A questo proposito, è stata aperta una struttura di coordinamento a Manchester, denominata No. 10 North, che fungerà da hub tra il governo e le amministrazioni regionali. Burnham ha collegato direttamente questa nuova struttura al lavoro dei sindaci e alle politiche per la crescita, evidenziando una volontà di rafforzare il livello territoriale.
Il progetto mira a redistribuire potere e risorse verso i territori, riducendo il peso di Westminster. La scelta di rafforzare il livello territoriale ha una portata che va oltre l’organizzazione amministrativa. Il governo unisce infatti la devolution alla necessità di affrontare le differenze economiche e sociali tra le diverse aree del Paese, attraverso maggiori strumenti locali in materia di crescita, occupazione e servizi pubblici.
Un ruolo diverso per lo Stato
Il progetto del nuovo governo non si limita alla redistribuzione del potere, ma include anche una maggiore disponibilità a utilizzare l’intervento pubblico come strumento per orientare lo sviluppo economico e sociale. Tra i settori prioritari, si segnalano casa, trasporti e energia, dove il governo ha iniziato a introdurre misure concrete. Ad esempio, è previsto l’azzeramento temporaneo dell’IVA sull’elettricità domestica, mentre per le corse in autobus fuori Londra è stato introdotto un tetto di due sterline per singola corsa. Le misure annunciate mostrano una logica comune: rafforzare la capacità dello Stato di intervenire direttamente in settori strategici. Inoltre, a settembre è stata istituita una task force dedicata al “public control”, incaricata di valutare nuove forme di controllo pubblico in settori strategici come acqua, energia e trasporti. Queste misure, pur non essendo ancora complete, segnano una discontinuità rispetto all’impostazione del precedente governo Starmer.
Il governo di Burnham attribuisce allo Stato una funzione più diretta, non solo come creatore di condizioni per la crescita, ma come attore attivo nella gestione di alcuni servizi e nella redistribuzione del potere. Questo approccio differisce da quello del Labour di Starmer, che aveva posto maggiore enfasi sulla stabilità fiscale e sulla collaborazione tra settore pubblico e privato. Il “Rewiring” britannico è dunque ancora un processo in costruzione. Le prime decisioni indicano la direzione scelta da Burnham: sarà la loro applicazione nei prossimi mesi a mostrare quanto profondamente quella direzione riuscirà a modificare il funzionamento dello Stato.



