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mercoledì 16 Settembre 2026

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Fdi propone legge per evitare gare balneari in Sardegna

Fdi presenta proposta per evitare gare balneari in Sardegna, basata su valutazione della scarsità della risorsa.

Fratelli d’Italia ha depositato in Consiglio regionale una proposta di legge per evitare le gare di concessione balneari in Sardegna, basata su una valutazione regionale della scarsità della risorsa naturale. La misura, presentata da Paolo Truzzu, mira a spostare il dibattito dalle gare generalizzate a una verifica concreta della disponibilità delle spiagge, in base ai dati locali. La legge prevede una soglia del 60 per cento di costa libera per considerare una risorsa non scarsa, con l’obiettivo di tutelare gli operatori locali e evitare procedure di selezione obbligatorie.

Una soglia del 60 per cento per valutare la scarsità

La proposta introduce una soglia precisa: la risorsa sarebbe considerata “non scarsa” quando la costa balneabile libera supera il 60 per cento del totale del singolo Comune. Questo parametro, scelto in base ai dati disponibili, potrebbe ridurre il numero di gare e permettere l’estensione delle concessioni esistenti fino al 2034, o fino al raggiungimento della saturazione del mercato. La legge prevede inoltre che le concessioni già in essere vengano estese, nel rispetto degli obblighi previsti per i concessionari. La spesa prevista per l’attuazione della legge è quantificata in 50 mila euro. La prima valutazione dovrebbe essere completata entro nove mesi dall’entrata in vigore della legge. In caso di non scarsità della risorsa, le concessioni esistenti non saranno sottoposte a una procedura di selezione pubblica ai sensi dell’articolo 12 della direttiva Bolkestein.

Un sistema regionale per valutare la disponibilità

Il meccanismo immaginato dal gruppo di Fdi parte dai Comuni costieri, che dovranno fornire dati su parametri come la superficie della costa, la percentuale occupata da concessioni, le aree liberamente accessibili e la domanda di nuove concessioni. I dati confluiranno in un “Registro regionale della disponibilità del demanio marittimo”, aggiornato ogni tre anni o in caso di cambiamenti significativi. A esaminare le informazioni sarà una commissione tecnica regionale composta da rappresentanti dell’amministrazione, degli enti locali, del turismo e dell’ambiente, oltre a esperti di diritto dell’Unione europea. La legge, tuttavia, non è ancora entrata nel dibattito politico, poiché si tratta di una proposta dell’opposizione, appena entrata nell’iter consiliare.

La partita sulla compatibilità con l’Unione europea sarà cruciale. La proposta richiama le pronunce della Corte di giustizia sull’interpretazione della direttiva Bolkestein. La Corte ha ribadito che le concessioni demaniali marittime possono rientrare nell’ambito della direttiva quando riguardano risorse naturali limitate. Tuttavia, le sentenze non fissano una soglia del 60 per cento e non stabiliscono che, una volta superata, vengano automaticamente meno gli obblighi di selezione.

La soglia del 60 per cento è una scelta contenuta nella proposta di Fdi. Sarà uno dei punti chiave del confronto giuridico e politico durante l’iter della legge. La partita sulla sua compatibilità con il quadro europeo e con la disciplina nazionale delle concessioni sarà uno dei nodi centrali del confronto nelle commissioni e in Aula. La posizione precisa della maggioranza di campo largo e dell’assessore regionale all’Urbanistica Francesco Spanedda resterà da chiarire.

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