Oggi, il futuro del porto di Venezia e di Chioggia è al centro dell’evento per gli 80 anni di Assosped Venezia e Asamar Veneto, due associazioni che da oltre mezzo secolo guidano e supportano lo sviluppo del settore logistico e marittimo in laguna. L’evento, presentato questa mattina, si svolgerà venerdì pomeriggio alla Sala Congressi dell’NH Collection Murano, con un convegno che vedrà la partecipazione di personalità locali e nazionali, tra cui il presidente della Regione Alberto Stefani, il sindaco di Venezia Simone Venturini e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Matteo Gasparato. Il tema principale sarà “Il Porto intelligente e il sistema logistico del prossimo futuro”, con un focus su innovazione, sostenibilità e competitività.
Andrea Ormesani, presidente di Assosped Venezia, ha sottolineato come la logistica oggi rappresenti un “asset strategico” per l’economia nazionale. “La logistica è una materia prima dell’economia”, ha detto, spiegando come le decisioni su rotte, tempi e rischi di una spedizione possano incidere in modo determinante sulle economie di mercato. Ormesani ha anche parlato di un futuro in cui i porti potranno gestire operazioni in modo più efficiente grazie alla digitalizzazione, come il VPCS, il sistema che permette di interfacciare tutti i soggetti coinvolti nel traffico merci. Il 5% di ciò che si potrebbe fare è già stato realizzato, ma c’è molto da fare.
Michele Gallo, presidente di Asamar Veneto, ha posto l’attenzione su un tema cruciale: il pescaggio limitato da barriere come il Mose e il mancato dragaggio dei canali. “Le navi più grandi non potranno più entrare in laguna”, ha detto, sottolineando l’importanza di riprendere in mano il progetto porto off shore, proposto anni fa dal professor Paolo Costa. Gallo ha anche avanzato una proposta audace: il collegamento con il porto in terraferma dovrebbe essere realizzato con un tunnel sotto la laguna, non con un ponte, per ridurre l’impatto paesaggistico. Questo tipo di soluzioni non è fantascienza, ma una realtà globale.
Il porto di Venezia, pur con le sue caratteristiche uniche, ha grandi potenzialità. “È tra i pochi porti che può gestire ogni tipologia di traffico”, ha sottolineato Ormesani, ricordando la capacità di gestire container, rinfuse, project cargo e nuove opportunità come la logistica del farmaco e dell’automotive. Tuttavia, il futuro del porto dipende anche da una collaborazione tra le diverse realtà che lo circondano, come l’aeroporto, l’interporto e i collegamenti stradali e ferroviari. “L’area di Porto Marghera è l’ideale per sviluppare un retroporto efficiente”, ha aggiunto Ormesani, sottolineando l’importanza di un sistema logistico articolato e completo.
Le due associazioni, Assosped e Asamar, hanno anche parlato del rischio di concentrazione del mercato in grandi gruppi logistici, che potrebbero creare monopolisti. “I primi sei spedizionieri nel mondo sono europei”, ha detto Ormesani, spiegando come l’Italia, che non ha grandi campioni logistici a livello internazionale, possa trovarsi in una posizione svantaggiosa. “Se affidiamo la spedizione a un cliente straniero, non controlliamo più nulla”, ha avvertito, sottolineando l’importanza di tutelare le imprese locali, soprattutto quelle piccole e medie, che rappresentano la forza economica del nord est.
Il dibattito ha anche toccato temi di carattere nazionale, come la gestione dei dazi e la gestione delle catene logistiche. “Le merci sdoganate a Capodistria pagano i dazi lì, e la quota va al Paese di ingresso, non all’Italia”, ha ricordato Ormesani, evidenziando come la logistica possa influenzare anche la competitività del Paese. Per Gallo, il porto non è un problema, ma una risorsa che deve essere gestita con responsabilità. Non è un problema, ma una risorsa che deve essere gestita con responsabilità.
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