Un evento che unisce passato e presente
Dai 25 settembre al 4 ottobre 2026, Gandino, il borgo medievale della Val Seriana, ospiterà la diciannovesima edizione de “I Giorni del Melgotto”, manifestazione dedicata al Mais Spinato, antica varietà tutelata e simbolo di identità e biodiversità. L’evento, organizzato dalla Comunità del Mais Spinato di Gandino, si svolgerà nell’ambito del progetto “Territori in Luce… tra artigianato, tradizioni popolari e devozioni”, coordinato da Promoserio e sostenuto da Regione Lombardia attraverso il bando Lombardia Style 2026. Per dieci giorni, il borgo si trasformerà in un luogo di incontro, dove tradizione e innovazione si fondono attraverso pranzi e cene a tema, mercati agricoli, degustazioni, appuntamenti culturali, musica e riti della tradizione contadina.
Un’identità tutelata e un’esperienza culinaria unica
Il Mais Spinato, varietà agricola da conservazione, ha una storia che risale al Seicento, quando arrivò nei terreni della famiglia Giovanelli, storici mercanti di pannilana della valle. Uno studio di Filippo Lussana, conservato nella Biblioteca Angelo Maj di Bergamo, documenta la sua coltivazione già nel 1632, in località Clusven. La sua storia si intreccia con quella del mais arrivato nel Bellunese nel 1617, nelle terre del nobile Benedetto Miari. In entrambi i casi si trattava di mais “a bec”: nel Bellunese denominato ‘lo Sponcio’, a Gandino ‘lo Spinato’. Una curiosa parentela agricola che racconta quanto il mais, oggi così familiare sulle nostre tavole, fosse allora una coltura nuova e quasi esotica.
La coltivazione del Mais Spinato è rinata grazie a un progetto di rivalutazione locale sviluppato insieme al CREA e all’Unità di Maiscoltura del Ministero dell’Agricoltura. I semi originali sono stati recuperati alla Cascina Parecia a partire da un’antica pannocchia e oggi la filiera è tutelata dalla De.C.O., la Denominazione Comunale d’Origine. Il Mais Spinato è diventato negli anni il punto di partenza per una ricca filiera di prodotti a marchio tutelato, tra cui il biscotto Melgotto, la Spinata, la birra Scarlatta, le Spinette e il Gelato Melgotto. Il Mais Spinato è tutelato come varietà agricola da conservazione e i suoi semi sono custoditi nel Global Seed Vault, il deposito mondiale dei semi da salvare realizzato sotto i ghiacci delle isole Svalbard, in Norvegia.
Un evento che va oltre la sagra
“I Giorni del Melgotto” non vogliono essere una semplice sagra, ma un’esperienza immersiva nella Val Gandino, capace di raccontare tradizione e innovazione attraverso i prodotti di una filiera che ha saputo farsi conoscere anche fuori dai confini locali. Il cuore della festa è a Palazzo Zilioli, elegante dimora storica nel centro di Gandino, con la sua antica limonaia e il parco secolare. Nei saloni potranno essere accolti fino a 250 commensali, pronti ad assaggiare i piatti della tradizione a base di Mais Spinato: dai Camisocc agli arrosti, dalle Spinate alla torta Melgococca, senza dimenticare la birra Scarlatta e una selezione di vini. Tra le novità ci sono i Capù, involtini di verza con ripieno, proposti il venerdì sera e il sabato a pranzo.
Il Mais Spinato è diventato un simbolo di biodiversità e sovranità alimentare, con un’identità tutelata e una filiera che si estende a livello internazionale. Dal 2015 la Comunità del Mais Spinato di Gandino ha rappresentato l’Italia a Expo Milano, nel Cluster Cereali e Tuberi e dal 2016 il mais accompagna le degustazioni del Brunello di Montalcino. Dal 2024, inoltre, Bergamo e il Mais Spinato di Gandino fanno parte della rete internazionale “Pueblos del Maíz”, nata per celebrare la gastronomia, la tradizione e la cultura del mais (ne fanno parte anche Tucson e San Antonio, negli Stati Uniti, e Mérida e Puebla, in Messico).
Un contest creativo e un’esperienza inclusiva
Ad aprire ufficialmente la rassegna sarà, giovedì 24 settembre, la presentazione del volume nato dal contest “Reinista il Mais Spinato di Gandino a tavola”, promosso nel 2025. Le “Ricette d’Autore” realizzate dagli studenti saranno raccolte in un opuscolo a libera distribuzione: un piccolo ricettario che dimostra come anche una varietà antica possa diventare materia per idee nuove e creative. Al contest hanno aderito la Fondazione ISB di Torre Boldone e Caprino Bergamasco, l’Azienda Bergamasca Formazione con le sedi di Clusone e Bergamo, l’Istituto Superiore San Pellegrino e l’Istituto Politecnico Fond



