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mercoledì 16 Settembre 2026

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Kefir e yogurt: il confronto dei probiotici in un test scientifico

Un confronto tra kefir, yogurt e skyr per valutare la concentrazione di batteri probiotici.

Kefir, yogurt e skyr si confrontano in un test scientifico che analizza la concentrazione di batteri probiotici. Dopo la stagione di prodotti come curcuma, zenzero, mango e avocado, il kefir e i semi sono al centro dell’attenzione. Il test, condotto su 9 vasetti di yogurt greco, 9 di kefir e 9 di skyr, di tre marche diverse, ha valutato la presenza e la quantità di microrganismi benefici. La scelta di questi prodotti non è casuale: la loro popolarità cresce grazie ai benefici per la salute che promettono.

Concentrazione di batteri probiotici nei prodotti

Lo yogurt ha mostrato una concentrazione di tutti i microrganismi pari almeno a 10^10, un valore elevato rispetto agli altri due prodotti. Il kefir, invece, presenta la stessa concentrazione dello yogurt per streptococchi, lattococchi e lattobacilli, ma una minore concentrazione (10^7) per i bifidobatteri. Lo skyr, invece, ha una concentrazione di bifidobatteri e lattobacilli intorno a 10^3, un valore significativamente inferiore rispetto agli altri alimenti, e non è stato rilevata la presenza di streptococchi e lattococchi. La concentrazione di batteri probiotici varia nei diversi prodotti analizzati. I campioni sottoposti alle prove sono stati analizzati tutti a 15 giorni dalla scadenza. Man mano che si avvicina il termine preferibile di consumo, la quantità di fermenti diminuisce sensibilmente. A prescindere dalla scelta, quindi, meglio consumare questi prodotti sempre non oltre la scadenza, soprattutto per non perdere l’azione benefica dei microrganismi probiotici vivi.

La dose giornaliera consigliata

Dai numerosi studi effettuati su diversi ceppi di batteri lattici con riconosciuta capacità colonizzante si è appreso che la dose giornaliera consigliata si aggira intorno a 10^9 cellule vive per persona adulta. Questa dose può essere assunta consumando yogurt e latti fermentati, per i quali è accettato un valore minimo di batteri probiotici vivi alla scadenza non inferiore a 10^7 cellule/grammo.

Lo yogurt si distingue per una concentrazione di batteri probiotici superiore a quella del kefir. Nel confronto da un punto di vista di concentrazione di batteri probiotici presenti, i risultati migliori li ha presentati sicuramente lo yogurt. A seguire troviamo il kefir e poi lo skyr, che presenta valori inevitabilmente minori in quanto è un formaggio. L’apporto di fermenti lattici vivi, oramai lo abbiamo imparato attraverso moltissime ricerche scientifiche, è un elemento fondamentale nella nostra alimentazione. Tutti i probiotici vivi sono speciali colture batteriche che si caratterizzano per la loro capacità di prevenire fenomeni diarroici, ridurre il livello di colesterolo nel sangue, alleviare i sintomi da malassorbimento del lattosio a livello intestinale nei soggetti sensibili, rinforzare il sistema immunitario dell’organismo e ripristinare l’equilibrio della microflora intestinale.

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