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mercoledì 16 Settembre 2026

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Merz in bilico tra crisi e rilancio: il dilemma del governo di minoranza

Merz cerca di salvare la Cdu dopo la sconfitta in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo, con ipotesi di governo di minoranza e alternative come Wüst.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz si trova in una situazione di grave tensione dopo il risultato delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo, dove l’estrema destra ha registrato un successo inaspettato. Merz, leader della Cdu, cerca di arginare la crescita del movimento AfD, proponendo un piano di sgravi per ridurre i prezzi della benzina, una mossa vista come un tentativo estremo per recuperare terreno. La situazione, però, appare sempre più critica, con il partito in difficoltà a gestire le tensioni interne e a mantenere una coerenza strategica.

Un partito in crisi e un leader in difficoltà

Dopo il voto, Merz ha invitato i governatori regionali alla sede del partito, ma solo uno si è presentato, un dato che ha suscitato commenti critici. A microfono spento, molti muovono accuse al cancelliere, sottolineando la sua incapacità di costruire una rete solida con i governatori e di gestire le correnti interne. La sua immagine di leadership è in forte declino, con un consenso personale estremamente basso, secondo alcune letture. La situazione sembra essere diventata fantapolitica, con un’incertezza che cresce a ogni passo.

La responsabilità del fallimento è attribuita al vicecapogruppo dei cristianodemocratici.

Merz ha spiegato in conferenza stampa che la responsabilità principale del fallimento della Cdu in Sassonia-Anhalt è da attribuire al vicecapogruppo dei cristianodemocratici, che ha apertamente criticato il candidato di punta del partito alle elezioni regionali e al fatto che gli elettori non capiscono o non vogliono capire le intenzioni del cancelliere. Non sembra esserci stato nessun passo in avanti nella gestione della crisi.

Le alternative e il piano B

Nonostante la situazione, Merz non sembra intenzionato a fare un passo indietro, né la Cdu a sfiduciarlo apertamente. Tuttavia, esiste un piano B, che prevede l’elezione di un governatore come Hendrik Wüst, noto per i suoi ottimi risultati e la capacità di governare. Wüst, governatore della Renania settentrionale-Westfalia, è visto come un candidato potenziale per il ruolo di cancelliere, anche se non è certo che sia pronto a tentare il salto.

Un governo di minoranza potrebbe essere l’ultima risorsa per Merz.

C’è dunque una terza opzione, che permetterebbe a Merz di restare nella poltrona a cui ha ambito per vent’anni: la via sarebbe quella di un governo di minoranza, conseguenza del licenziamento della ministra del Lavoro Bärbel Bas, segretaria della Spd e spina nel fianco delle priorità più liberiste che il cancelliere vorrebbe trasformare in realtà. Seguirebbe, verosimilmente, il ritiro dei ministri da parte dei socialdemocratici e un esecutivo che volta per volta dovrebbe cercare nuove maggioranze, eventualmente anche con l’AfD. La crisi di Merz non si risolve solo sul piano politico, ma anche su quello interno. La sua incapacità di gestire le relazioni con i governatori e di dare una linea chiara al partito ha alimentato risentimenti e divisioni. La situazione, se non si troverà una soluzione, potrebbe portare a una profonda crisi di leadership all’interno della Cdu. Il voto di domenica, però, rimane un dato cruciale, che potrebbe decidere il destino del partito e del cancelliere. Merz, per ora, resta in bilico tra il tentativo di rilancio e la possibilità di un cambio di rotta.

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