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mercoledì 16 Settembre 2026

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Salute

Nuovo trattamento cellulare per ridurre fratture in pazienti con osteoporosi avanzata

Studio suggerisce una terapia cellulare per ridurre fratture in donne con osteoporosi avanzata.

Un nuovo studio ha dimostrato che una singola infusione di cellule prelevate dal midollo osseo e modificate in laboratorio potrebbe ridurre drasticamente il numero di fratture in donne con osteoporosi avanzata. Il trattamento, condotto su dieci pazienti, ha ridotto da una frattura ogni uno-due anni a una ogni dieci anni. L’approccio, che utilizza cellule stromali mesenchimali (MSC) modificate con fucosio, potrebbe rappresentare un passo avanti nella gestione di una malattia che colpisce circa 200 milioni di donne a livello globale, soprattutto dopo la menopausa.

Cellule modificate per migliorare l’ingresso nel tessuto osseo

Le cellule stromali mesenchimali, prelevate dal midollo osseo delle pazienti, sono state trattate con fucosio, un zucchero, per migliorarne la capacità di raggiungere il tessuto osseo. Questo processo, sperimentato inizialmente sugli animali, ha dimostrato di rallentare le cellule e permetterne l’ingresso nel midollo osseo. Gli zuccheri aggiunti scompaiono in circa due giorni, ma nel frattempo facilitano l’interazione tra le cellule e le pareti dei vasi sanguigni, aumentando la loro efficacia. La sperimentazione ha coinvolto donne tra 51 e 72 anni con osteoporosi avanzata e una precedente storia di fratture. Prima del trattamento, le partecipanti subivano mediamente una frattura da trauma lieve ogni uno-due anni; dopo la terapia, il tasso è sceso a circa una ogni dieci anni. Questo risultato rappresenta un primo segnale clinico promettente.

Limitazioni del piccolo studio

Il piccolo studio, condotto da un gruppo internazionale di ricercatori tra cui Josè Moraleda e Robert Sackstein, non ha incluso un gruppo di controllo e la maggior parte delle partecipanti assumeva farmaci convenzionali. Questo rende difficile isolare l’effetto della terapia cellulare da quello dei trattamenti standard. Inoltre, i ricercatori non hanno seguito direttamente le cellule somministrate nell’organismo, limitando la capacità di dimostrare con certezza il loro effetto. Nonostante queste limitazioni, i risultati sono considerati “notevole” da esperti come Ajit Varki, che ha sottolineato la persistenza dell’effetto e l’assenza di effetti collaterali. La sperimentazione, avviata nel 2015, ha mostrato una riduzione significativa delle fratture da trauma lieve.

L’osteoporosi, che rende le ossa progressivamente più sottili e porose, è una malattia crescente e sempre più frequente tra le donne dopo la menopausa. La ricerca suggerisce che il trattamento cellulare potrebbe offrire un’alternativa o un complemento ai metodi attuali, che spesso non riescono a prevenire completamente le fratture. Se confermato, il metodo potrebbe aprire nuove possibilità per la terapia delle ossa, con un impatto potenzialmente significativo sulla qualità di vita delle pazienti.

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