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mercoledì 16 Settembre 2026

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Esteri

Papa Leone XIV a Parigi: parole disarmanti, non programma politico

Arcivescovo di Parigi: Papa non arriva con programma politico, ma con parole che cercano di riconciliare

A settembre 2026, Papa Leone XIV arriverà a Parigi per un viaggio apostolico che si svolgerà tra Parigi, Lourdes e Metz, dal 25 al 28 settembre. L’arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich, ha spiegato al Sir che il Papa non arriverà con un programma politico, ma con “parole disarmanti” che mirano a ristabilire la comprensione e l’unità all’interno della società francese. A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, il clima politico è caldo e polarizzato, ma il Papa non è visto come un candidato o un leader politico, bensì come un simbolo di stabilità e unità.

Parole, non politica

Secondo Ulrich, il Papa non si presenta come un politico e non arriva con un programma politico. Si presenta piuttosto con quelle che lui definisce “parole disarmanti”: parole capaci di ristabilire la comprensione all’interno di un popolo e di creare un senso di unità. L’arcivescovo ha sottolineato che il Papa non è intenzionato a risolvere o curare un clima pre-elettorale, ma a offrire un messaggio di riconciliazione e di unità nazionale. Il viaggio si svolgerà in un momento in cui la Francia è in attesa del risultato delle elezioni, e il Papa è considerato un pilastro di stabilità per una parte della popolazione. Ulrich ha osservato che il Papa è l’unico capo di Stato che riesce a provocare un’affluenza di persone di queste proporzioni. A Parigi, sono stati mobilitati 15mila agenti per garantire la sicurezza, segno di un interesse e una partecipazione senza precedenti.

Un leader che non cerca vantaggi

Ulrich ha sottolineato che il Papa è un leader che non cerca vantaggi personali, ma si presenta con semplicità e vicinanza alle persone. Il suo modo di parlare e di presentarsi è un fattore chiave per il suo successo nel coinvolgere la popolazione. Il Papa è l’unico capo di Stato che riesce a provocare un’affluenza di persone di queste proporzioni. L’arcivescovo ha anche osservato che il Papa è un contemporaneo di un’epoca in cui l’aggressività è diventata la norma sui social media e nelle relazioni internazionali. Per questo, il suo messaggio di unità e di riconciliazione è particolarmente rilevante.

Secondo un sondaggio Ifop, i francesi si aspettano che il Papa parli di pace e conflitti nel mondo, di lotta contro gli abusi sessuali e della situazione dei più vulnerabili. Il 28% degli intervistati ha indicato “pace e conflitti nel mondo” come tema principale, mentre il 15% ha scelto la lotta contro gli abusi sessuali. A quasi un anno e mezzo dalla sua elezione, il Papa è visto dal 41% degli intervistati come “il capo di un’istituzione religiosa che si rivolge principalmente ai cattolici” e dal 21% come “una guida spirituale, un’importante voce morale nel dibattito pubblico”.

Il Papa è considerato un pilastro di stabilità per una parte della popolazione francese, che ha un reale bisogno di un simbolo di unità e di coesione. Ulrich ha concluso che il viaggio del Papa a Parigi è un momento importante per la Chiesa e per la società francese, ma che il suo messaggio sarà soprattutto di riconciliazione e di unità, senza cercare di influenzare direttamente il dibattito politico.

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