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Ra’am candida un sionista per rompere il settarismo in Israele

Il partito arabo israeliano Ra’am, guidato da Mansour Abbas, ha deciso di candidare Yoav Segalovich, un politico sionista ex dirigente della polizia, per rompere la tradizione settaria dei partiti arabi e influenzare la formazione del prossimo governo. Questa scelta, annunciata durante le elezioni del 2026, rappresenta un cambiamento significativo nel panorama politico israeliano, dove le posizioni massimaliste dei partiti arabi avevano dominato per decenni.

Una scelta di rottura

La decisione di Abbas di includere Segalovich nella lista del suo partito segna una rottura con il passato. Segalovich, ex comandante della Divisione Investigativa e di Intelligence, ha una lunga esperienza nella lotta alla criminalità e alle mafie arabe. Questa expertise è vista come un elemento chiave per attrarre gli elettori arabi, che hanno espresso una crescente preoccupazione per la microcriminalità e le organizzazioni claniche mafiose che infestano le loro comunità.

La scelta di Abbas rappresenta un tentativo di riconoscere Israele come Stato ebraico e di rompere le accuse di apartheid.

Un’alternativa al settarismo

Questo approccio contrasta con la tradizione dei partiti arabi israeliani, che si sono attenuti a posizioni massimaliste e sterili per trent’anni. Abbas, con questa mossa, ha cercato di allinearsi alle aspettative di un elettorato arabo-israeliano meno radicale e più integrato. I sondaggi attribuiscono a Ra’am un eccellente risultato elettorale, con cinque deputati eletti, in contrasto con i sette attribuiti alla concorrente “Joint List”. La scelta di candidare un sionista potrebbe influenzare la formazione del prossimo governo, soprattutto se i partiti dell’opposizione non riusciranno a ottenere i 61 seggi necessari per la maggioranza. Netanyahu, leader del Likud, ha già espresso la sua opposizione a un governo che includa i rappresentanti di Ra’am, temendo che ciò possa compromettere le sue possibilità di successo.

Un’alternativa per Netanyahu

Netanyahu ha impostato la sua campagna elettorale sulla denuncia dell’eventualità di un governo delle forze di opposizione che conceda la golden share ai rappresentanti di Ra’am. La sua proposta di un governo “nazionale” e centrista tra il Likud e i partiti di Gadi Eisenkot, Lapid e Avigdor Lieberman potrebbe essere una via d’uscita per evitare l’inclusione di Ra’am nel governo.

La formazione del prossimo esecutivo dipenderà da come si svilupperà la campagna elettorale e dalle alleanze che si formeranno.

La decisione di Ra’am di candidare un sionista rappresenta un passo significativo verso una politica più inclusiva e meno settaria in Israele. Sebbene la scelta abbia suscitato reazioni contrastanti, essa potrebbe aprire nuove possibilità per la formazione del prossimo governo e per la gestione delle relazioni interne e internazionali del Paese.

Giuseppe Rossi

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