Un ricorso per chiarimenti e contestazione
Sigfrido Ranucci, vicedirettore ad personam della direzione approfondimenti di Rai3, ha presentato un ricorso contro la Rai per la sua rimozione dalla conduzione del programma *Report*. L’azione legale nasce da un contesto di tensione tra il conduttore e l’azienda pubblica, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti su motivazioni e circostanze che hanno portato alla decisione di rimuoverlo dal video. Ranucci sostiene che la scelta non sia stata legittima e che possa avere un carattere discriminatorio. La decisione di rimuoverlo è avvenuta a fine agosto, con la sostituzione da parte di Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale.
Le alternative non soddisfano le richieste
La Rai ha prospettato tre opzioni alternative a Ranucci: vicedirettore al Tg3, a Rainews e corrispondente a Il Cairo. Tuttavia, il conduttore non intende valutare queste proposte, considerandole non congruenti con il suo ruolo e le sue competenze. In particolare, Ranucci sostiene che le vicedirezioni non prevedano la conduzione di un programma né la responsabilità autorale di una trasmissione. L’ipotesi della corrispondenza a Il Cairo, sebbene non escluda l’invio in Egitto, è considerata non praticabile per motivi di sicurezza, in quanto il conduttore non potrebbe più usufruire della scorta attribuitagli dall’Autorità di pubblica sicurezza.
Ranucci chiede di conoscere fatti e circostanze legate alle «pressioni» evocate dall’azienda e altri dettagli rispetto alla «percezione d’opacità» e le ragioni di «incompatibilità» citate dal direttore Paolo Corsini. L’obiettivo è chiarire se esista una prova oggettiva della situazione di incompatibilità e se siano state effettivamente applicate pressioni alla redazione di *Report*. Ranucci sostiene che la riduzione della credibilità e dell’autorevolezza del programma sia conseguente a percezioni di opacità e commistione, che non sono state chiarite.
Il ricorso, presentato con l’aiuto degli avvocati Stefano Rossi, Roberto De Vita e Franco Scarpelli, richiede la sospensione del decorso dei trenta giorni entro cui la Rai deve rispondere. L’obiettivo è ottenere una risposta tempestiva e completa, in modo da poter valutare eventuali ulteriori azioni legali. Gli avvocati sostengono che il presupposto fondamentale per verificare la veridicità delle ragioni addotte dalla Rai è dato dall’esistenza o meno della prova oggettiva delle circostanze menzionate. Per i difensori di Ranucci, il ricorso potrebbe dimostrare un carattere discriminatorio.
Ranucci, da settimane, rivendica il suo diritto a tornare al suo posto, con ragioni articolate espresse nel ricorso. La situazione rimane in attesa di risposte da parte della Rai, che non ha ancora dato ulteriori spiegazioni. La decisione di rimuoverlo dal video è avvenuta a fine agosto, con la sostituzione da parte di Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale. L’azione legale rappresenta un passo significativo per il conduttore, che da settimane rivendica il suo diritto a tornare al suo posto, con ragioni articolate espresse nel ricorso. La situazione rimane in attesa di risposte da parte della Rai, che non ha ancora dato ulteriori spiegazioni.



