Una donna in separazione e in relazione con un altro uomo ha visto ridotto il risarcimento per la morte del marito, morto in un incidente stradale nel Bolognese nel 2021. La Corte d’Appello di Bologna ha confermato l’importo di 40mila euro, riducendo sensibilmente l’importo effettivamente percepito. La donna aveva richiesto oltre 300mila euro, ma i giudici hanno considerato il deterioramento del rapporto coniugale e la relazione con un altro uomo come fattori che riducevano la misura del danno non patrimoniale.
La crisi del matrimonio e la relazione con un altro uomo
Il matrimonio, durato oltre trent’anni, era entrato in una profonda crisi dopo che il marito aveva scoperto, nella primavera del 2020, che la moglie aveva riallacciato i rapporti con un vecchio conoscente residente in Germania. La situazione ha provocato un «sconvolgimento dell’intero assetto familiare, non solo coniugale», coinvolgendo anche i figli della coppia. La donna aveva lasciato l’abitazione coniugale per trasferirsi in Germania, dove aveva iniziato una relazione sentimentale con un altro uomo. La relazione con un altro uomo ha compromesso il rapporto coniugale. La compagnia assicurativa aveva sostenuto che non esistessero i presupposti per riconoscere alla donna un risarcimento pieno, considerando che i coniugi avevano avviato le pratiche per la separazione personale nel 2020. In primo grado, le erano stati riconosciuti 40mila euro, ma la donna ha impugnato la decisione. La Corte d’Appello ha confermato sostanzialmente la decisione precedente, riducendo ulteriormente l’importo per le spese legali.
La responsabilità dell’incidente e il danno non patrimoniale
La responsabilità dell’incidente è stata attribuita interamente al conducente del veicolo, che ha causato la morte del marito, 57 anni, dopo essere stato travolto. La vittima aveva tre figli maggiorenni nati dal primo matrimonio e una figlia minorenne avuta dalla seconda moglie. La compagnia assicurativa aveva liquidato circa 285mila euro a ciascuno dei quattro figli e 60mila euro a ciascuna delle sorelle dell’uomo, ma non aveva riconosciuto alcuna somma alla moglie, dalla quale era in corso una separazione.
Il deterioramento del rapporto ha ridotto la misura del risarcimento. I giudici hanno ritenuto che il «vincolo affettivo si era reciso irrimediabilmente» e che la relazione con un altro uomo aveva compromesso il rapporto coniugale. Non è stato infatti escluso completamente il diritto al risarcimento, ma ne è stata fortemente ridimensionata la misura, fino ai 40mila euro già riconosciuti in primo grado. La sentenza sottolinea che il matrimonio, pur essendo durato oltre trent’anni, era entrato in una fase di profonda crisi, con un «recisione irrimediabile» del vincolo affettivo. La donna, che aveva lasciato l’abitazione coniugale e si era trasferita in Germania, è stata condannata al pagamento delle spese legali, riducendo sensibilmente l’importo del risarcimento effettivamente percepito.



