L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha reso ufficiale l’attivazione della Scuola di Specializzazione in Fisica Medica, un percorso formativo che si colloca tra le sole 16 sedi accreditate in Italia e tra le pochissime nel Mezzogiorno. L’istituzione, attiva a partire dall’anno accademico 2026/2027, rappresenta un ulteriore passo avanti nell’espansione dell’offerta formativa nell’area sanitaria dell’ateneo. La Scuola, appartenente alla classe della Fisica Sanitaria, si colloca all’interno della Scuola di Medicina e nasce frutto della collaborazione tra diverse strutture accademiche.
Formazione avanzata per professionisti della sanità
La Scuola si propone di formare professionisti altamente qualificati nell’applicazione dei principi e delle metodologie della fisica ai processi diagnostici, terapeutici e di prevenzione in ambito sanitario. Un settore strategico e in costante evoluzione, fondamentale per lo sviluppo delle tecnologie mediche più avanzate. Il percorso formativo, della durata di tre anni per un totale di 180 crediti formativi universitari, integra attività teoriche, professionalizzanti e di ricerca nei principali ambiti della fisica applicata alla medicina: diagnostica per immagini, radioterapia, medicina nucleare, dosimetria clinica, radioprotezione e gestione delle tecnologie sanitarie.
Un ruolo centrale per la formazione e la ricerca
«Essere tra le poche sedi italiane accreditate per questa specializzazione, e una delle pochissime nel Mezzogiorno, conferma il ruolo centrale che il nostro Ateneo sta assumendo nella formazione avanzata e nella ricerca in ambito sanitario e tecnologico», ha dichiarato il Rettore dell’Università di Bari, Roberto Bellotti. La Fisica Medica è oggi una disciplina essenziale per l’innovazione diagnostica e terapeutica, con applicazioni fondamentali nella radioterapia, nella medicina nucleare e nell’imaging. Offrire ai giovani laureati un percorso specialistico altamente qualificante significa investire nel futuro del sistema sanitario e nella tutela della salute pubblica.
La Scuola, che si avvale della collaborazione tra il Dipartimento Interuniversitario di Fisica “Michelangelo Merlin” e il Dipartimento di Biomedicina Traslazionale e Neuroscienze (DiBraiN), si propone di formare figure professionali in grado di garantire la sicurezza, l’efficacia e la qualità delle tecnologie sanitarie che impiegano radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. Tra le competenze che gli specializzandi acquisiranno figurano l’ottimizzazione e il controllo di qualità delle apparecchiature diagnostiche e terapeutiche, la protezione radiologica di pazienti, operatori e popolazione, il supporto alle attività di medicina nucleare e imaging avanzato, nonché lo svolgimento di attività professionali e di ricerca nel settore della fisica medica e sanitaria.
Un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale è protagonista
«Particolare attenzione sarà dedicata all’Intelligenza Artificiale, che sta trasformando profondamente la medicina diagnostica e terapeutica: il Fisico Medico del futuro dovrà essere in grado di comprendere, validare e governare l’uso dell’AI nelle tecnologie sanitarie, garantendo sempre la sicurezza del paziente e la qualità delle cure», ha dichiarato la neo-Direttrice della Scuola, Sabina Tangaro. L’ammissione avverrà tramite concorso, mentre il numero delle borse di studio sarà definito annualmente dal Ministero dell’Università e della Ricerca sulla base del fabbisogno regionale di fisici medici e delle proposte di assegnazione formulate dall’Ateneo.



