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giovedì 17 Settembre 2026

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Cronaca nera

Alessandrini in processo per omicidio Panzieri, legge lettera di scuse in aula

Alessandrini, imputato per omicidio Panzieri, legge lettera di scuse in aula durante processo d’appello.

Alessandrini, il 31enne accusato dell’omicidio di Pierpaolo Panzieri, ha letto in aula una lettera scritta di suo pugno durante l’udienza in corte di appello ad Ancona. L’imputato, condannato in primo grado a 24 anni di carcere e a tre anni in una Rems, ha espresso rammarico per il dolore causato e ha riconosciuto l’impatto negativo dell’etanolo sulla sua vita. «L’etanolo mi aveva condotto alla follia, so quanto dolore ho provocato», ha detto, mentre la madre della vittima, Laura Gentilucci, ha espresso disappunto per l’assenza del nome del figlio nella lettera.

Lettera di scuse e responsabilità assunta

Alessandrini ha letto un testo in cui si assume la responsabilità del gesto che lo ha portato davanti alla corte. «Mi assumo la mia responsabilità in merito al gesto per il quale sono qui davanti a voi», ha scritto. L’imputato ha anche sottolineato il suo comportamento in carcere, affermando di aver sempre portato rispetto e di essere tornato a essere il ragazzo mite che era prima di iniziare a bere. «Sono trascorsi 42 mesi da quella maledetta sera, non ho più bagnato becco», ha aggiunto, riferendosi al suo abuso di alcol.

Perizia psichiatrica e processo d’appello

Il processo d’appello proseguirà grazie a una nuova perizia psichiatrica condotta dal professor Stefano Ferracuti, che ha rilevato che Alessandrini è «capace dal punto di vista processuale e permane un livello di pericolosità sociale di medico legale». L’avvocato Salvatore Asole ha sottolineato che, nonostante l’assenza esplicita del nome di Pierpaolo, il messaggio di scuse implicitamente includeva la vittima. Il legale Cosimo Damiano Cirulli ha espresso l’auspicio che l’esito della perizia fosse diverso, ma il processo continuerà.

La madre di Pierpaolo, Laura Gentilucci, ha espresso soddisfazione per la presenza e la lettura della lettera da parte di Alessandrini, ma ha anche espresso disappunto per l’assenza del nome del figlio. «Oggi ho avuto un altro sfregio, l’assassino di mio figlio che legge la lettera», ha detto, sottolineando la sua preoccupazione per la condanna. I legali della famiglia Panzieri hanno considerato la lettera come una mossa processuale, non come un atto di rimorso sincero. La prossima udienza è in programma l’11 novembre, durante la quale si discuteranno tutte le parti e si renderà nota la sentenza. Alessandrini, pur essendo un reo confesso, ha cercato di dimostrare il suo desiderio di cambiamento e di evitare di ripetere il tremendo sbaglio. «Vorrei tanto poter cancellare quel gesto, se soltanto si potesse», ha concluso, con un tono di dolore e pentimento.

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