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giovedì 17 Settembre 2026

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Colemi sconfitta dal Tar: interdittiva antimafia confermata e stop alla attività confermato

Il Tar di Lecce conferma l’interdittiva antimafia e il blocco delle attività per la Colemi, accertando la mancanza di onorabilità.

Il Tar di Lecce ha confermato l’interdittiva antimafia e il blocco delle attività della Colemi Srl, respingendo le istanze presentate dalla società. I giudici hanno accolto le decisioni della Prefettura e della Camera di commercio, ritenendo validi i provvedimenti adottati per tutelare la legalità e il mercato pubblico. La società, che aveva opposto resistenza su due distinte questioni, ha visto i suoi ricorsi respinti, con l’affermazione che i requisiti di onorabilità non sono più soddisfatti.

La base delle decisioni

Le pronunce dei giudici del Tar si basano su due provvedimenti: l’interdittiva antimafia emessa il 21 maggio scorso dal prefetto e l’inibizione alla prosecuzione delle attività da parte della Camera di commercio di Brindisi e Taranto. Il primo provvedimento ha portato alla cancellazione della società dalla “white list” dei fornitori non soggetti a rischio di infiltrazione mafiosa, mentre il secondo ha bloccato le attività di pulizia, disinfezione e sanificazione.

Il ruolo di Pietro Guadalupi

Al centro delle indagini si trova Pietro Guadalupi, ex presidente del consiglio comunale e responsabile tecnico della Colemi. Arrestato il 17 marzo scorso, è stato accusato di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, avrebbe agito come tramite tra esponenti della Sacra Corona Unita e un imprenditore locale, per l’imposizione di una tangente da 500 euro legata a un appalto di pulizia dei canali. Nonostante la difesa abbia sostenuto che Guadalupi fosse una vittima spaventata, la misura di custodia cautelare in carcere è stata confermata da più istanze giudiziarie, tra cui la Corte di Cassazione. La gravità del quadro indiziario ha reso necessario il provvedimento.

La storia dell’azienda

Nata come cooperativa agricola, la Colemi si è trasformata in una società di capitali capace di affermarsi nel settore della manutenzione del verde pubblico, della sanificazione e del restauro monumentale. L’azienda ha svolto attività per importanti enti pubblici e privati, tra cui la Marina militare, l’Aeronautica, la Diocesi di Brindisi-Ostuni e colossi industriali come Jindal Films e il parco commerciale “Le Colonne”. L’ascesa imprenditoriale di Guadalupi ha portato a un ruolo di rilievo all’interno di Confartigianato, come vicepresidente nazionale della sezione Imprese del Verde. La mancanza di onorabilità ha reso necessario il blocco delle attività. Il Tar ha ribadito che la materia dell’accertamento dei requisiti morali e di onorabilità spetta al giudice ordinario, e che l’influenza gestoria di fatto all’interno dell’azienda conferma la sussistenza di rischi per la legalità. I giudici hanno quindi confermato i provvedimenti delle autorità territoriali, ritenendoli congrui e logici, in linea con le normative vigenti.

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