Da tre anni si dibatte a Ancona su dove costruire un impianto di cremazione, un progetto che ha visto alternarsi opposizioni, analisi scientifiche e decisioni di amministrazione. L’idea, inizialmente inserita nel mandato comunale nel settembre 2023, prevedeva la realizzazione del crematorio all’interno del cimitero di Tavernelle. Tuttavia, nel settembre 2026, la sensazione è che il progetto non si realizzerà più, almeno per questa legislatura. La decisione è arrivata dopo mesi di dibattito, opposizioni e un’improvvisa inversione di rotta da parte del sindaco.
Prima dell’annuncio del sindaco, il comitato ‘Aria Nostra’ aveva raccolto 4.200 firme per opporsi al progetto, presentate al sindaco. La reazione dei cittadini è stata forte, con assemblee pubbliche e polemiche tra amministrazione e comitati. L’opposizione non si è limitata a Tavernelle: in altre zone della città, i residenti hanno espresso preoccupazioni per l’impatto ambientale e la vicinanza a abitazioni. La rabbia ha esploduto il 28 luglio scorso durante un’assemblea all’Aspio, dove l’amministrazione è stata fortemente contestata.
A giugno 2025, il sindaco Daniele Silvetti ha deciso di prendere tempo, sospendendo i lavori e concedendo un periodo di stop per effettuare rilievi ambientali da parte dell’Arpam. Le sedute della Commissione Comunale Referendaria sono andate avanti fino a Natale, ma l’ultima seduta decisiva è stata rinviata al gennaio 2026. A Capodanno, però, è arrivato il colpo di scena: il sindaco ha annunciato sui social la decisione di fermare il progetto a Tavernelle e di puntare su altri siti. La giustificazione è stata che si era creata una “psicosi pericolosa” nel quartiere, un’affermazione che ha messo fine al progetto, rendendolo carta straccia.
La ditta modenese che aveva firmato un contratto per la fornitura del primo forno crematorio ha annunciato di prendere una decisione sul da farsi, anticipando l’ipotesi di un contenzioso per l’appalto, con un investimento da oltre 600mila euro andato perso. L’amministrazione, invece, ha iniziato a cercare nuove soluzioni, come l’ipotesi di un accordo intercomunale con le amministrazioni del territorio.
L’amministrazione di centrodestra ha costruito e rafforzato il progetto attraverso l’accensione di un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per 2,5 milioni di euro. Di questi, 300mila euro sono già stati spesi. Il progetto, originariamente previsto per la posa della prima pietra a Tavernelle nel giugno 2025, è ora in stand-by. L’idea di un crematorio alle Saline, un’area di campagna al confine con i comuni di Camerata Picena e Falconara, è stata respinta immediatamente. L’amministrazione ha anche messo gli occhi su Bolignano, una zona in cui si è sviluppata una battaglia ambientale a causa di una discarica mai realizzata. La situazione rimane in sospeso, con il progetto che non si realizzerà più per questa legislatura. I cittadini, però, continuano a opporsi, con firme raccolte e assemblee pubbliche. Il dibattito sull’impianto di cremazione a Ancona sembra non voler finire, almeno per il momento.
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