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Ibis eremita in aumento a Aviano: «Sono un problema per gli aerei»

Ad Aviano, in provincia di Pordenone, si registrano circa cinquanta esemplari di ibis eremita, un uccello migratore che si trova in questa zona durante l’autunno e l’inverno. La presenza di questi uccelli, noti per i loro colori neri con riflessi arcobaleno, ha suscitato preoccupazioni per la loro vicinanza alla base militare, dove potrebbero rappresentare un rischio per gli aerei. La situazione è stata sottolineata da Roberta Peroni, responsabile delle Operazioni Antibracconaggio per il progetto Life Ibis eremita in Italia, che ha spiegato come gli spostamenti di questi uccelli siano parte di un ciclo migratorio annuale che li porta a fermarsi in territori come il centro Europa e l’oasi di Orbetello.

Monitoraggio e protezione degli ibis eremita

Il progetto Waldrapp, che monitora i movimenti degli ibis eremita, ha reso noto che molti di questi uccelli sono dotati di anello o radio collare, strumenti che permettono ai ricercatori di tracciare i loro spostamenti. Gli uccelli in questione provengono da diverse aree, tra cui il Waldrappteam, Grünau e Fagagna, e alcuni di loro sono nati e cresciuti in Italia, ad Osoppo e a Fagagna. Alcuni di questi esemplari trascorreranno l’inverno a Aviano, mentre altri proseguiranno verso Orbetello. La presenza di questi uccelli nella zona è un segno di successo del progetto di ripopolamento, che ha visto un aumento della popolazione negli ultimi anni.

Per chi viene in contatto con gli uccelli neri dai riflessi arcobaleno, tre sono le regole importanti da osservare durante gli avvistamenti: mantenere la distanza e non avvicinarsi agli uccelli, non attirare, richiamare o accarezzare gli animali e non dare da mangiare, né ovviamente catturarli. Queste precauzioni sono necessarie per garantire la loro incolumità e per evitare eventuali inconvenienti legati alla loro presenza vicino alla base militare.

Un passato di estinzione e un futuro di ripopolamento

L’ibis eremita, originario dell’Europa centrale, è scomparso nel XVII secolo a causa della caccia eccessiva. Nel 2019, 142 uccelli vivevano in tre colonie riproduttive a nord delle Alpi, con un’area di svernamento comune in Toscana. Sebbene i traguardi del progetto Life siano stati raggiunti, la popolazione non è ancora autosufficiente. Per questo motivo è stato approvato un secondo progetto, che si estende dal 2022 al 2028, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente la popolazione fino a renderla autosufficiente.

La collaborazione tra diversi paesi, tra cui Austria, Germania, Italia e Svizzera, è fondamentale per il successo del progetto. Il Zoo di Schönbrunn a Vienna e il Waldrappteam Förderverein hanno svolto un ruolo chiave nel promuovere e gestire l’iniziativa. Gli uccelli, inoltre, sono segnalati attraverso una app chiamata Animal Tracker, dove i singoli individui possono essere identificati grazie al numero di anello o alla posizione.

Le azioni per tutelare la presenza dei volatili sono state messe in atto grazie ai rapporti con le autorità del territorio e anche della base di Aviano, dove gli ibis possono diventare un problema per gli aerei. La loro sosta all’interno dei confini dell’aeroporto può rappresentare un problema anche per la loro incolumità. La collaborazione tra le autorità locali e i ricercatori è cruciale per trovare soluzioni che tutelino sia gli uccelli che la sicurezza aerea. La presenza di questi uccelli è un segno di successo del progetto di ripopolamento. La loro migrazione annuale e la loro presenza in aree come Aviano e Orbetello testimoniano i progressi raggiunti. Tuttavia, la popolazione non è ancora autosufficiente e richiede ulteriori sforzi per garantirne la stabilità.

Stefania Signori

Pianifica le uscite, coordina i collaboratori e segue il flusso di lavoro quotidiano della redazione.

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