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giovedì 17 Settembre 2026

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Cronaca

El Niño, impatti già visibili e rischi globali

El Niño sta causando anomalie termiche e siccità in diverse regioni, con effetti su agricoltura e acqua potabile.

El Niño, il fenomeno climatico ciclico che si verifica nel Pacifico equatoriale, sta già causando anomalie termiche e condizioni meteorologiche estreme in diverse parti del mondo. L’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha confermato che il fenomeno, in corso da tempo, si annuncia come uno dei più intensi mai registrati, con effetti già visibili e potenzialmente devastanti. In alcune aree, le temperature sono state superiori di oltre 6 gradi rispetto alla media, mentre in altre si prevede una riduzione delle precipitazioni, con conseguenze dirette su agricoltura, acqua potabile e sicurezza alimentare.

Impatti su agricoltura e alimentari

Le conseguenze del fenomeno si fanno sentire in modo particolare nei Paesi che dipendono fortemente dalle piogge monsoniche, come l’Indonesia, le Filippine e la Thailandia. In Indonesia, ad esempio, la riduzione delle precipitazioni ha già causato una grave siccità, con effetti devastanti sulle colture e sull’approvvigionamento d’acqua. In Thailandia, i prezzi del riso, il prodotto alimentare più dipendente dalle precipitazioni, sono già aumentati, segno di una situazione di crisi. In Australia, invece, si teme una riduzione delle precipitazioni e un raffreddamento delle acque, che potrebbe portare a condizioni di siccità e danni al settore agricolo, in particolare per i coltivatori di grano.

La situazione si fa più drammatica in Perù, dove migliaia di uccelli marini sono stati ritrovati senza vita a causa di una mancanza di cibo. Gli analisti hanno constatato che gli animali avevano stomaci vuoti, con tracce di vegetali non normalmente consumati, segno di una sovramortalità causata dal fenomeno. In Argentina, Paraguay e Uruguay si temono inondazioni, con precipitazioni superiori alla media e rischi per i bacini fluviali.

Rischi in Africa e America Latina

In America Latina, El Niño sta causando una grave siccità in Honduras, dove i produttori hanno perso quasi la metà dei loro raccolti, con conseguenze economiche e di sicurezza alimentare. In Africa, invece, si prevedono precipitazioni superiori alla media in Burundi, Etiopia, Kenya, Ruanda, Somalia, Tanzania e Uganda, con rischi di inondazioni e frane, specialmente in aree a bassa altitudine e urbane con scarso drenaggio. In Madagascar, Mozambico e Malawi, si teme un aumento del rischio di inondazioni e danni alle infrastrutture, con conseguenze per l’accesso agli aiuti umanitari. La situazione in Colombia è preoccupante, con il rischio di mega-incendi a causa della siccità. A Panama, invece, si fanno i conti con il livello del Canale, che è stato ridotto a causa della siccità. La riduzione del numero di navi autorizzate all’attraversamento ha già causato un impatto economico significativo.

La combinazione tra El Niño e la crisi climatica potrebbe aggravare ulteriormente la situazione in molte regioni.

Nonostante l’impatto in Europa sia considerato indiretto, si prevede un aumento delle temperature invernali, in linea con i cambiamenti climatici. L’effetto combinato della crisi climatica e di El Niño potrebbe aggravare la situazione, ma non si prevede un’ondata di gelo estrema. Al contrario, le previsioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf) indicano temperature sopra la media. L’effetto del vortice polare, se si verificasse, non garantirebbe necessariamente un aumento del freddo, ma dipenderebbe dal suo posizionamento.

El Niño sta già causando impatti significativi in diversi continenti, con conseguenze dirette su agricoltura, acqua potabile e sicurezza alimentare.

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