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mercoledì 16 Settembre 2026

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La competizione USA-Cina sull’Ia rischia di diventare un pericolo globale

La competizione Usa-Cina sull’intelligenza artificiale rischia di diventare un pericolo globale, con rischi di disastri sistemici.

La competizione tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale (Ia) si sta trasformando in un rischio globale, con conseguenze potenzialmente devastanti per la società e l’economia. Il dibattito sull’Ia, che ha visto il presidente americano Donald Trump affermare che la Cina «non potrà mai» superare gli Stati Uniti, si scontra con la realtà di un’evoluzione tecnologica in cui entrambi i paesi stanno sviluppando sistemi autonomi e paralleli. La questione non è solo tecnologica, ma anche strategica e geopolitica, con implicazioni che vanno ben al di là della semplice competizione tra due potenze.

Un pericolo che non si limita ai confini

La governance globale dell’Ia rappresenta un tema cruciale, tanto per Washington quanto per Pechino. Il buon senso suggerisce che entrambi i paesi dovrebbero collaborare per evitare rischi sistemici, come quelli derivanti da incidenti o uso improprio di modelli di Ia. Tuttavia, la logica della rivalità sembra prevalere, rendendo difficile un dialogo costruttivo. Il 24 settembre, durante il summit tra Trump e Xi Jinping, la questione più inquietante – come scongiurare l’eventualità che l’Ia prenda il controllo – potrebbe non essere affrontata, a causa delle posizioni divergenti tra i due governi.

La distanza tra le posizioni di Washington e Pechino sembra non permettere un dialogo costruttivo. Mentre Trump afferma che la Cina non potrà mai superare gli Stati Uniti, la realtà mostra che la Cina sta già chiudendo la distanza. Il 13 agosto, DeepSeek ha rilasciato la versione definitiva di V4 Pro, con progressi significativi nelle capacità degli agenti e nella cybersicurezza. A luglio, a Shanghai, 29 Paesi hanno firmato un accordo per la nascita della World Artificial Intelligence Cooperation Organisation, con sede sulle sponde del Fiume azzurro. Questi passi indicano una strategia volta a promuovere l’Ia made in China come strumento per lo sviluppo del Sud globale.

La Cina si avvicina al sorpasso

Al contempo, negli Stati Uniti, il presidente ha dichiarato di aspettarsi «un sacco di cose interessanti da discutere» con Xi, ma ha anche sottolineato che gli USA rimarranno «molto avanti» nella competizione. Questo atteggiamento, però, sembra non tener conto del fatto che la Cina sta già superando i limiti previsti. Il 3 settembre, un rapporto dell’Nsa, FBI e Cisa ha accusato sei società cinesi di aver estratto miliardi di token da modelli USA, un fenomeno che potrebbe indicare una strategia di distillazione mirata.

La distillazione è una tecnica largamente usata nell’addestramento, ma Washington ne contesta l’uso massiccio e mirato. La competizione sull’Ia non è solo una questione tecnologica, ma anche una sfida geopolitica. Washington costruisce una catena tecnologica centrata sugli alleati, mentre Pechino punta a sedurre il Sud globale con modelli open source. Questo scenario rende ancora più complesso il dibattito sulla governance globale dell’Ia, con rischi che potrebbero colpire l’intero sistema economico e sociale.

La questione va al di là dei rapporti sino-americani: se l’Ia può produrre rischi sistemici globali, sarebbe folle affrontarla come un altro capitolo della guerra commerciale o della corsa alla supremazia tecnologica. La posizione di Trump, che considera la Cina incapace di superare gli Stati Uniti, riflette una visione di competizione a somma zero. Tuttavia, questa prospettiva ignora il fatto che l’Ia potrebbe generare rischi globali, come disastri sistemici nel cyberspazio, nei mercati o nella sanità. La distanza tra le posizioni di Washington e Pechino sembra non permettere un dialogo costruttivo, anche se entrambi i paesi stanno già lavorando a due Ia parallele: una guidata dagli USA per l’Occidente e i Paesi alleati, l’altra, «con caratteristiche cinesi», per la Cina e gli emergenti.

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