Un ritorno dopo quasi mezzo secolo
Il 4 ottobre 2026 tornerà a essere festa nazionale in Italia, dopo quasi mezzo secolo di assenza. La decisione è stata formalizzata con la legge n. 151 dell’8 ottobre 2025, che ha ripristinato la celebrazione dedicata a San Francesco, patrono d’Italia, sospesa nel 1977. La scelta non è casuale: la data coincide con l’ottavo centenario della morte del santo, un anniversario che ha visto numerose iniziative culturali e religiose nel nostro Paese.
La ricorrenza è legata a un anniversario storico di rilievo.
Impatti sul lavoro e sulle tutele
Il ritorno del festivo ha ripristinato le tutele ordinarie previste dalla legge e dai contratti collettivi. Scuole, uffici pubblici e attività non essenziali si fermeranno, mentre chi si astiene dal lavoro mantiene lo stipendio intatto. Per i dipendenti a paga mensile, l’indennità per la festività non goduta sarà accreditata. Chi garantisce il servizio nei settori a ciclo continuo vedrà scattare le maggiorazioni destinate ai turni festivi.
Le tutele previste saranno attivate per chi non lavorerà.
La decisione ha suscitato interesse anche a livello locale, con eventi come l’incontro di Alessandro Barbero ad Arona, in dialogo con Dacia Maraini per il festival Act. L’evento, letteralmente sold-out nel giro di pochi minuti, ha dimostrato l’interesse per le tematiche culturali e religiose legate al patrono d’Italia. Il 4 ottobre 2026 sarà quindi un giorno speciale, non solo per il lavoro e le scuole, ma anche per la memoria e la cultura nazionale.
La festa nazionale fu istituita nel 1939, anno in cui Papa Pio XII proclamò San Francesco e Santa Caterina da Siena patroni d’Italia. L’interruzione arrivò negli anni dell’austerity, il 1977: con l’inflazione alle stelle, il Parlamento tagliò di netto diverse celebrazioni infrasettimanali per guadagnare giornate di produzione e sostenere la produttività. Al di là del contesto economico, il ritorno del 4 ottobre rappresenta un riconoscimento del valore civile e culturale della figura del santo.
La figura di San Francesco d’Assisi rappresenta un perno della storia e della cultura nazionale, nonché del medioevo europeo. Il Cantico delle Creature è una pietra angolare per la letteratura in volgare italiano, mentre la scelta di povertà segnò una rottura con le dinamiche economiche del Medioevo. Anche sul piano diplomatico, il viaggio del 1219 in Egitto e l’incontro con il sultano Malik al-Kamil vengono ricordati come un esempio di dialogo tra culture diverse.
Il ritorno del 4 ottobre nel calendario nazionale segna un momento di riconciliazione con una tradizione antica, ma non più dimenticata. La decisione ha riacceso il dibattito su come le celebrazioni religiose possano integrarsi con le esigenze del lavoro e della società civile. Il 4 ottobre 2026 sarà quindi un giorno di festa, ma anche di riflessione su un passato che ha lasciato un’impronta profonda nella cultura e nella storia italiana.



