Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

giovedì 17 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cultura

Una stanza per la fragilità: il nuovo spazio protetto al Maggiore di Novara

Nuova “stanza della fragilità” al Maggiore di Novara, un ambiente accogliente per le donne in momenti difficili.

Un nuovo spazio protetto, pensato per le donne in momenti di fragilità emotiva e psicologica, è stato inaugurato all’ospedale Maggiore di Novara. La “stanza della fragilità”, rinnovata grazie all’associazione Ella Aps e al contributo di un gruppo assicurativo locale, rappresenta un ambiente non medicalizzato, dedicato all’ascolto, al sostegno e alla cura integrale. L’obiettivo è offrire un luogo in cui le donne possano sentirsi accolte, sicure e accompagnate nei momenti più difficili della loro vita.

Un ambiente non medicalizzato per la cura integrale

La “stanza della fragilità” è un ambiente separato dai percorsi sanitari ordinari, dove è possibile ricevere assistenza medica, supporto psicologico, orientamento sociale e consulenza legale in modo integrato, discreto e rispettoso. L’area è stata rinnovata con un progetto di restyling che ha visto l’introduzione di poltrone confortevoli, illuminazione morbida e decorazioni artistiche, al fine di ridurre l’impatto ospedaliero e creare un’atmosfera rassicurante. Tra gli interventi realizzati c’è anche la creazione di una piccola biblioteca tematica e uno spazio dedicato ai bambini, con giochi educativi e libri.

Un luogo in cui la fragilità è anche una condizione dell’anima

La dottoressa Barbara Giamundo, socia di Ella e promotrice dell’iniziativa, ha spiegato che la “stanza della fragilità” è molto più di uno spazio fisico: è un luogo in cui le donne possono sentirsi accolte, ascoltate e sostenute nei momenti più difficili della loro vita. “Momenti in cui la fragilità è anche, e a volte soprattutto, una condizione dell’anima e della mente”, ha sottolineato. L’obiettivo è offrire un ambiente che rispecchi i valori di accoglienza e sostegno alla base dell’attività di Ella.

Collaborazione tra ospedale, associazioni e territorio

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di un gruppo assicurativo di Novara, coordinato e messo in atto da Ella nella persona di Barbara Giamundo, con la collaborazione di Caterina Mazzeri e Zaira Capone. Il direttore generale del Maggiore, dottor Stefano Scarpetta, ha sottolineato che la rinnovata “stanza della fragilità” rappresenta concretamente il modello di assistenza che l’ospedale vuole promuovere: una sanità capace di curare, ma anche di accogliere e ascoltare. “Nei momenti di maggiore vulnerabilità è fondamentale che le donne possano trovare non solo competenze professionali, ma anche un ambiente protetto e una rete in grado di accompagnarle”, ha aggiunto. Questo progetto testimonia quanto la collaborazione tra ospedale, associazioni e realtà del territorio possa contribuire a rendere i percorsi assistenziali sempre più vicini ai bisogni delle persone. L’obiettivo è offrire non solo cura clinica, ma anche un luogo di ascolto e protezione, in cui sentirsi accolte e sicure, dove muovere i primi passi verso un percorso non solo di “guarigione”, ma anche di tutela e rinascita.

Leggi anche