Un viaggio di riflessione e preparazione
Dai 14 al 19 settembre, i vescovi dell’Uruguay si trovano a Roma per la visita ad limina, un momento di riflessione e confronto con la Santa Sede. L’obiettivo principale è presentare le sfide dell’evangelizzazione nel loro Paese, un Paese fortemente secolarizzato, e condividere le speranze delle comunità. La visita si svolge in vista dell’arrivo del Papa, previsto per novembre, che farà tappa in Uruguay come parte del suo viaggio apostolico in America Latina. La ricerca del senso della vita è una delle grandi sfide, ha affermato Monsignor Arturo Fajardo, vescovo di Salto, che ha sottolineato come la secolarizzazione non elimini necessariamente la ricerca della religione, ma possa aprire nuove possibilità di evangelizzazione. In questo contesto, la pietà popolare, come le devozioni mariane, deve essere valorizzata e promossa, in modo da accompagnare le persone nel loro cammino di fede.
Un dialogo tra ascolto e ministero
Monsignor Alfonso Bauer, vescovo di Florida, ha sottolineato l’importanza dell’ascolto come chiave del ministero episcopale. A pochi mesi dalla sua ordinazione episcopale, Bauer ha descritto i primi giorni a Roma come un periodo di apprendimento e di numerose sfide. Il suo primo compito è stato visitare le comunità di Florida e Durazno per conoscere le loro realtà e ascoltare la gente. “L’ascolto è la prima cosa da tenere a mente”, ha affermato. L’ascolto del Signore e degli altri diventa così una chiave del ministero, in continuità con il cammino sinodale iniziato durante il pontificato di Francesco e proseguito da Leone XIV. Gli incontri con gli uffici della Santa Sede offrono spunti e indicazioni per il lavoro pastorale, senza prescrizioni, ma come elementi che aiutano a far luce sulla realtà specifica di ogni singola Chiesa.
La Chiesa deve essere presente nelle situazioni concrete della società, ha sottolineato Fajardo, che ha evidenziato l’importanza di una Chiesa capace di accompagnare i più poveri, nel campo dell’istruzione e in diverse iniziative socio-educative. Si tratta, ha spiegato, di annunciare un Vangelo che possa offrire “gioia e speranza” di fronte a situazioni spesso segnate da una mancanza di significato. Durante la visita, i vescovi hanno celebrato la Messa nella Basilica dei Dodici Santi Apostoli e hanno visitato la cripta dove è custodita un’immagine della Madonna dei Trentatré, patrona dell’Uruguay. A nome dell’episcopato, il vescovo Milton Tróccoli ha deposto un’offerta floreale, simbolo di ringraziamento e di speranza per il futuro.
La figura della Madonna dei Trentatré, legata alle passate lotte di liberazione, è un tema ricorrente nella visita. Monsignor Bauer ha spiegato come la devozione a Maria permetta di reinterpretare la storia della Vergine dei Trentatré alla luce delle sfide attuali. La devozione è legata alle passate lotte di liberazione, oggi riconosciute anche in ambiti come il significato della vita, il lavoro e la dignità umana. “Maria è presente in queste realtà, ci accompagna e ci conduce sempre a Gesù”, ha spiegato.
La visita ad limina ha un focus particolare: il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Uruguay, che proseguirà poi in Argentina e Perù. L’udienza con il Papa è prevista per domani venerdì 18 settembre e sarà uno dei momenti centrali del programma dei vescovi. Per la Diocesi di Salto, il viaggio apostolico assume un significato particolare a Paysandú, dove il Papa incontrerà una comunità con una lunga tradizione cattolica e una forte presenza salesiana.
I vescovi hanno anche partecipato a Messe in diverse basiliche romane, come San Giovanni in Laterano, San Pietro, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura, in un itinerario improntato alla preghiera e alla comunione con la Chiesa universale. La loro presenza a Roma rappresenta un momento di riflessione e preparazione per l’arrivo del Papa, che sarà un’occasione per condividere esperienze e sfide comuni.



