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giovedì 17 Settembre 2026

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Cronaca

Truffa a un’anziana con fedi nuziali: condanna a Perugia per 22enne

Condanna a Perugia per truffa a anziana: 22enne riconosciuto colpevole di truffa aggravata.

Un 22enne napoletano è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione e a 600 euro di multa per aver truffato un’anziana di 84 anni a Perugia. L’episodio, descritto come un caso esemplare, ha visto il giovane raggirare la donna facendole credere che la sua figlia rischiasse l’arresto per un debito. L’inganno, orchestrato con l’aiuto di un complice, ha portato il 22enne a sottrarre gioielli e denaro, tra cui due fedi nuziali, una della donna e l’altra del marito defunto. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Francesco Loschi del Tribunale di Perugia.

La truffa e i gioielli

Secondo quanto ricostruito nel dibattimento, il giovane si è presentato come carabiniere dopo una telefonata in cui un complice aveva fatto credere all’anziana che la figlia avesse un debito da saldare e rischiasse l’arresto. La donna, indotta in uno stato di grave ansia e turbamento emotivo, ha consegnato al giovane quattro paia di orecchini, due bracciali, tre collanine e due fedi nuziali, oltre a 100 euro in contanti. Il valore dei preziosi è stato quantificato in circa 2.500 euro.

Il giudice ha sottolineato il «particolare valore affettivo» dei gioielli, in particolare delle fedi, che rappresentano un legame con la storia personale della vittima.

Il giudice Francesco Loschi ha anche evidenziato la «particolare vulnerabilità della vittima», legata all’età e alla situazione creata dagli autori del raggiro. La donna, costituita parte civile con l’avvocato Delfo Berretti, ha ricevuto un risarcimento di 10 mila euro, somma dichiarata immediatamente esecutiva, oltre alle spese legali.

Assoluzione per furto in abitazione

Nonostante l’inganno, il 22enne è stato assolto dall’accusa di furto in abitazione. Il Tribunale ha ritenuto che la carta non fosse stata sottratta contro la volontà dell’anziana, ma consegnata da lei stessa, seppure per effetto dell’inganno. Il giudice ha comunque riconosciuto il 22enne colpevole di truffa aggravata e indebito utilizzo dello strumento di pagamento, sottolineando l’intensità del dolo e la preordinazione dell’azione criminosa. Nella stessa giornata furono effettuati due prelievi, da 400 e 60 euro, agli sportelli automatici di Bastia Umbra e Perugia-Ponte San Giovanni. Proprio le immagini della videosorveglianza hanno permesso agli investigatori di risalire al giovane, poi riconosciuto anche dalla persona offesa. La sentenza ha messo in luce l’importanza di proteggere i soggetti più vulnerabili, come gli anziani, da truffe che coinvolgono non solo il denaro, ma anche oggetti di grande valore affettivo. Il caso di Perugia rappresenta un esempio concreto di come l’inganno possa danneggiare profondamente una persona, non solo economicamente, ma anche emotivamente.

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