Il nonno di 85 anni è morto in un incidente stradale avvenuto il 25 marzo 2016 a Cosenza, e i suoi undici nipoti, alcuni dei quali vivevano in altre regioni o all’estero, hanno ottenuto un risarcimento anche se non abitavano con lui. Il Tribunale di Castrovillari ha riconosciuto il diritto al risarcimento per la perdita del rapporto parentale, basandosi sull’esistenza di un rapporto affettivo significativo tra i nipoti e il nonno. I risarcimenti, compresi tra 41mila e 52mila euro, sono stati concesi a ciascuno dei nipoti, nonostante la mancanza di convivenza.
Il rapporto affettivo ha contato
Il giudice ha sottolineato che il rapporto tra i nipoti e il nonno era reale e significativo, nonostante non fosse caratterizzato da convivenza quotidiana o assistenza continuativa. Durante il processo, i nipoti hanno fornito testimonianze che dimostravano la loro vicinanza al nonno, come le visite durante le festività e le passeggiate estive. Anche la nipote più piccola, di cinque anni, ha avuto incontri e momenti di affetto con il nonno.
La vicinanza non era solo fisica, ma anche emotiva.
Per alcuni nipoti, il rapporto era particolarmente intenso: una nipote ha trascorso sei mesi nell’abitazione dei nonni, un altro ha frequentato abitualmente la casa del nonno e partecipato ai pranzi domenicali, mentre un altro lo aiutava nelle commissioni e lo accompagnava alle visite. Altri, invece, lo incontravano ogni settimana e svolgevano attività insieme in orto. Questi elementi hanno contribuito a dimostrare l’esistenza di un rapporto affettivo concreto.
La compagnia assicurativa aveva rifiutato la richiesta
Dopo la morte del nonno, gli undici nipoti avevano presentato una richiesta di risarcimento, ma la compagnia assicurativa aveva respinto la domanda, sostenendo che i richiedenti non facessero parte del «nucleo familiare convivente della vittima». Secondo la compagnia, solo i parenti che vivevano con il nonno potevano richiedere il risarcimento per la perdita del rapporto parentale.
Il giudice ha chiarito che la convivenza non è un requisito indispensabile.
Il giudice ha però chiarito che la convivenza non è un requisito indispensabile per ottenere il risarcimento. Per i parenti che non appartengono al nucleo familiare più stretto, è necessario dimostrare l’esistenza concreta di un «rapporto affettivo significativo». In questo caso, i nipoti hanno riuscito a provare l’esistenza di un rapporto reale, anche se non quotidiano. I risarcimenti concessi ai nipoti sono stati calcolati in base a un parametro inferiore rispetto a quello previsto dalle tabelle milanesi, a causa della natura del rapporto con il nonno. Le somme, rivalutate a luglio 2026, vanno da 40.967,65 euro a 51.654,86 euro per ciascun nipote. A pagare, in solido, saranno la compagnia assicurativa e la società proprietaria del veicolo. Il caso ha messo in luce come il rapporto affettivo possa essere un fattore decisivo nel determinare il diritto al risarcimento, anche in assenza di convivenza. Questo ha aperto nuove discussioni sulle condizioni per ottenere il risarcimento per la perdita del rapporto parentale, soprattutto in casi in cui i parenti non vivono insieme.



