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venerdì 18 Settembre 2026

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Il boom dei cammini in Italia: un fenomeno in crescita ma con effetti diversi sui territori

Il boom dei cammini in Italia ha portato benefici economici ma solleva preoccupazioni per l’impatto ambientale e sociale.

L’Italia è in pieno boom dei cammini, con oltre duecento percorsi ufficiali e un crescente interesse per il turismo lento. Questo fenomeno, che ha visto un aumento esponenziale di partecipanti, ha generato benefici economici per molte comunità locali, ma solleva interrogativi sull’impatto reale sui territori. Il Cammino dei Borghi Silenti, nato nel 2019, è uno dei casi più significativi di questa evoluzione, con circa 20mila camminatori all’anno e un impatto positivo su piccoli paesi dell’Umbria.

Un fenomeno in crescita con effetti diversi

Il turismo lento, che si basa sull’esperienza intima e a contatto con i luoghi, ha trovato un terreno fertile in Italia. Secondo Marco Fioroni, ideatore del Cammino dei Borghi Silenti, il numero di camminatori è cresciuto in modo esponenziale, portando a un aumento significativo di attività locali. Prima del progetto, i turisti da quelle parti si contavano sulle dita di una mano; oggi, invece, si registrano circa 20mila visitatori all’anno, un dato incredibile che ha trasformato il paese in uno dei cammini più frequentati d’Italia.

Il successo del Cammino ha ispirato altre realtà in tutta Italia, come la Via dei Tusci nell’Alto Lazio. Questi percorsi, gestiti con attenzione e professionalità, hanno dimostrato che il turismo lento può essere una risorsa per i territori, senza snaturarli. Tuttavia, il rischio di sovraesposizione esiste se non si gestisce con cura, come ha sottolineato Fioroni, che ha strutturato una vera e propria azienda per garantire la qualità e la sostenibilità del progetto.

Un equilibrio tra turismo e tutela dell’ambiente

Il Cammino dei Borghi Silenti sfrutta principalmente percorsi e sentieri già esistenti, con un intervento minimo sul paesaggio. Il 90% del percorso utilizza strade sterrate, vecchie mulattiere e sentieri che esistevano da secoli. La manutenzione è fatta a mano, con interventi leggeri e rispettosi del territorio. Inoltre, i camminatori sono educati a portare via ogni singolo rifiuto, grazie a una guida dettagliata che spiega le regole di comportamento. Il turismo lento non è sempre senza rischi, se non gestito con attenzione può portare a speculazione, rincari e impatto ambientale. Per questo, è fondamentale un approccio serio e sostenibile, che valorizzi i territori senza compromettere la loro autenticità. Il successo del Cammino dei Borghi Silenti dimostra che è possibile trovare un equilibrio tra turismo e tutela dell’ambiente, se si agisce con responsabilità e passione.

In Italia ci sono più di cento cammini ufficiali e, se contiamo tutte le realtà territoriali, superiamo facilmente i duecento percorsi. Tra le esperienze di maggior successo penso subito alla Via degli Dei, al Cammino dei Briganti o ai vari cammini della Puglia, che hanno fatto un lavoro straordinario sui propri territori. Quando un itinerario è gestito bene, con serietà, il concetto è semplice: regala un grande benessere interiore a chi lo percorre e porta vita, lavoro e valore a posti bellissimi che, altrimenti, verrebbero dimenticati.

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