La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il premier canadese Mark Carney hanno lanciato l’idea di accogliere il Canada come primo “membro associato” nella storia dell’Unione europea. Questo accordo potrebbe rivoluzionare lo scacchiere geopolitico globale e aprire nuove opportunità per europei e canadesi. L’obiettivo è creare un’alleanza strategica in un contesto internazionale segnato dal ritorno del protezionismo aggressivo di Washington e dalle pressioni coercitive della Cina.
Il Canada, attraverso la strategia promossa da Mark Carney, punta a costruire un’alleanza organica tra medie potenze industriali e democratiche. L’obiettivo è evitare di restare schiacciate nella contesa bipolare tra Washington e Pechino e forgiare un’alleanza che possa garantire sicurezza anche per quanto riguarda il quadrante artico. L’accordo si basa sull’Articolo 217 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), che permette alla UE di concludere accordi di associazione ad altissima integrazione con Stati terzi, senza richiedere alcuna cessione di sovranità politica.
Il Canada parteciperà alla fase di consultazione e proposta tecnica, ma rimarrà escluso dal potere di voto finale, riservato esclusivamente ai 27 governi dell’Unione. In futuro, proprio per come è stato concepito il Tfue, è altamente improbabile che il Canada diventi un membro effettivo della UE. Tuttavia, l’accordo potrebbe attivare corsie preferenziali per i cittadini canadesi, con facilitazioni su visti e lavoro, senza introdurre la libera circolazione delle persone sul modello Schengen.
Il partenariato si concentrerà molto probabilmente sulle filiere industriali del futuro. Sul fronte delle materie prime critiche e dell’energia, l’Europa punta a liberarsi dal quasi-monopolio cinese sui minerali indispensabili per la transizione ecologica. Il Canada vanta enormi riserve di litio, cobalto, nichel e grafite di elevata purezza. L’accordo potrebbe favorire la stipula di contratti pluriennali di fornitura garantita destinati ad alimentare le gigafactory di batterie europee, affiancati dall’esportazione di Gnl (gas naturale liquefatto) e idrogeno verde per affrancarsi dalle fonti russe.
Nel campo della tecnologia, potrebbe nascere un’alleanza strategica su intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni e cybersicurezza. Per i consumatori europei l’intesa dovrebbe garantire un maggior assortimento di merci e componentistica a prezzi più competitivi. Il tutto, molto probabilmente, senza scalfire le tutele sanitarie: l’accordo dovrebbe salvaguardare integralmente il principio di precauzione dell’UE, confermando il divieto di importare carne trattata con ormoni o colture Ogm non omologate e garantendo la protezione doganale per le eccellenze agroalimentari a marchio Dop e Igp. Questo accordo potrebbe segnare un cambiamento significativo nella politica estera dell’UE, aprendo la strada a nuove collaborazioni e opportunità per i cittadini canadesi e europei. La bandiera della nuova UE potrebbe presto cambiare così, con un’alleanza che si fonda su valori comuni e interessi condivisi.
Un passo verso un’alleanza strategica globale
Un accordo che non modifica la sovranità ma crea diritti reciproci
Solo il 2,6% delle vittime di violenza si confida con un insegnante, evidenziando la necessità…
Scavi a Belfiore: ultimi passi e scoperte inaspettate, con visite guidate e coinvolgimento studenti.
Nuova classifica delle 100 migliori PMI per lavoro in Europa: 5 aziende italiane, Regno Unito…
Lavori in corso in via Vico per la demolizione controllata dopo l'esplosione. Il rientro a…
Nel Bresciano, quasi 600mila veicoli potrebbero beneficiare dell’esenzione dal bollo auto, con un risparmio stimato…
Gli Stati Uniti riconoscono pubblicamente l’esistenza di armi operative nello spazio, causando tensioni internazionali.