Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Bologna il 18 settembre 2026 durante una cerimonia in Consiglio comunale. L’evento, approvato all’unanimità dall’aula di Palazzo d’Accursio, ha visto il cardinale ringraziare la città per il riconoscimento, sottolineando il profondo legame che la città ha con i valori di pace e dialogo che lui stesso promuove. “Bologna è parte della mia vita. Porterò questa città sempre con me”, ha detto Pizzaballa, ricordando come la città abbia formato parte della sua vita già prima del conferimento.
Un legame profondo con Bologna
Il cardinale ha spiegato che i legami con Bologna risalgono al 1989, quando ha conseguito la Professione Solenne presso la Chiesa di Sant’Antonio e si è poi laureato in teologia. Nel 1990 è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di San Pietro. “D’altronde Pizzaballa ha profondi legami con la città”, ha sottolineato il presidente del Consiglio comunale, Maria Caterina Manca, ricordando che la motivazione del riconoscimento non si limita alla comunità cristiana, ma si estende a chiunque riconosca nella pace e nel dialogo interculturale una via concreta alla convivenza tra i popoli.
La cittadinanza onoraria è un legame che si prende cura. Il cardinale ha sottolineato che ricevere questa onorificenza non è solo un riconoscimento, ma un impegno. “Vorrei che un po’ di ciò che Bologna mi ha dato continuasse ad accompagnarmi là dove sono chiamato a vivere e a servire”, ha detto, ricordando come il gesto della città lo ricorderà quando tornerà a Gerusalemme. “Quando tornerò a Gerusalemme, questo vostro gesto mi ricorderà che anche una responsabilità difficile può essere condivisa, che non tutto deve essere sostenuto da soli”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di condividere i carichi di responsabilità.
Un impegno concreto per la pace
Il cardinale ha anche parlato dell’uso dell’intelligenza artificiale in guerra, definendolo un esempio di deumanizzazione dell’altro. “L’uso dell’IA in guerra è un esempio di deumanizzazione dell’altro”, ha detto, sottolineando come l’algoritmo possa delegare decisioni complesse. Pizzaballa ha anche commentato la situazione in Palestina, ricordando che l’Italia è tra i Paesi più attivi dal punto di vista umanitario. “Dal punto di vista umanitario l’Italia è tra i Paesi più attivi”, ha detto, sottolineando l’impegno del Paese a favore della pace.
Bologna vuole continuare a essere un ponte verso la Terra Santa. Il sindaco Matteo Lepore ha espresso soddisfazione per l’evento, sottolineando che Bologna vuole continuare a essere un ponte verso la Terra Santa. “Bologna sa quanto sia importante stare accanto alle vittime, rifiutando la logica della vendetta e della punizione collettiva, chiedendo sempre verità e giustizia”, ha detto Lepore, ricordando che la città si impegna a non permettere che le differenze diventino divisioni. La cerimonia, affollata e sentita, ha visto la partecipazione di importanti figure come il cardinale Matteo Zuppi, l’ex premier Romano Prodi e rappresentanti delle comunità ebraiche e islamiche di Bologna. La delegazione regionale, guidata dal presidente Michele de Pascale, ha espresso apprezzamento per la conferenza della cittadinanza onoraria, sottolineando come Bologna si confermi la città dei diritti civili e della pace.



