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venerdì 18 Settembre 2026

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Cronaca

Collegio arbitrale conferma posizione del Comune di Faenza nella vertenza per cassa di laminazione di Cà Lolli

Collegio arbitrale conferma posizione del Comune di Faenza nella vertenza per cassa di laminazione di Cà Lolli

Il Comune di Faenza ha ottenuto un ulteriore sostegno nella vertenza legale relativa alla cassa di laminazione di Cà Lolli, con un collegio arbitrale che ha respinto in toto le richieste avanzate dalla società Ecoghiaia. La decisione, resa nota il 18 settembre 2026, conferma la correttezza dell’operato dell’amministrazione comunale e dell’Unione della Romagna Faentina, rafforzando la posizione di Palazzo Manfredi in un contenzioso che si è protratto per anni. La società aveva chiesto un risarcimento superiore ai 3,6 milioni di euro, comprendente sia danni d’impresa che il rimborso di una garanzia assicurativa già incamerata dall’Ente.

Una convenzione del 2010 e un piano di lavori diviso in due fasi

La vicenda si riferisce a una convenzione siglata nel 2010 tra il Comune di Faenza e la società Ecoghiaia, che prevedeva la realizzazione di una cassa di laminazione per trattenere le piene del fiume Senio. L’opera era divisa in due fasi: lo scavo del bacino attraverso l’estrazione di sabbia e ghiaia, e la sistemazione dell’area e la realizzazione degli argini. I lavori erano inizialmente previsti per cinque anni, ma sono stati prorogati tre volte. Nel gennaio 2018, il Comune, in accordo con la Regione, ha bloccato le proroghe e avviato le procedure per incassare la fideiussione a garanzia degli impegni non rispettati, dando inizio a un scontro giudiziario.

La società Ecoghiaia, nel 2024, ha rivolto un ricorso a un collegio di arbitri, sostenendo che il mancato completamento dello scavo fosse dovuto a problemi esterni e accusando il Comune di inadempienza. Gli arbitri hanno però stabilito che non ricadeva alcuna responsabilità sull’amministrazione faentina, confermando le colpe dell’impresa per non aver terminato l’estrazione e la sistemazione dei terreni nei tempi pattuiti.

La decisione del collegio si aggiunge a quelle già emesse da tribunali e organi di giustizia amministrativa.

Un contenzioso che ha visto l’intervento di legali esperti

Nel corso di tutte le fasi del contenzioso, il Comune e l’Unione della Romagna Faentina hanno beneficiato dell’assistenza dei legali dell’Ufficio Avvocatura interno, Pierangelo Unibosi e Maria Cristina Tassinari, affiancati dall’avvocato Roberto Manservisi per il giudizio finale al Consiglio di Stato. La collaborazione tra i legali e l’amministrazione ha permesso di costruire una difesa solida, che ha portato al riscontro positivo del collegio arbitrale.

Il Comune ha sottolineato che la pronuncia arbitrale rafforza in modo significativo la sua posizione, anche se non si tratta ancora della parola fine sull’intera vicenda. Al momento, infatti, ci sono ancora procedimenti pendenti, tra cui l’impugnazione in Appello della sentenza favorevole al Comune emessa dal Tribunale civile di Ravenna. Il caso rappresenta un esempio di come le controversie tra enti pubblici e imprese possano durare anni, con conseguenze economiche e giudiziarie notevoli. La vertenza, sebbene non conclusa, rappresenta un ulteriore tassello a favore del Comune di Faenza nella sua difesa legale. La decisione del collegio arbitrale conferma la legittimità delle decisioni prese dagli uffici pubblici e rafforza la posizione dell’ente in un contesto di contenzioso che ha visto l’intervento di diversi organi giudiziari.

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