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venerdì 18 Settembre 2026

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Giorgio, 95 anni, racconta il primo bacio a sua moglie: «Fu un impegno per sempre»

Un anziano di 95 anni racconta il primo bacio a sua moglie, un momento che ha segnato la sua vita. L’iniziativa “L’Albero dei Ricordi” promuove il benessere cognitivo degli anziani.

Giorgio, 95 anni, di Rapallo, racconta con emozione il primo bacio a sua moglie, un momento che ha segnato la sua vita. «Fu timido, quasi una prova, ma fu un impegno per sempre», dice, ricordando l’episodio avvenuto 67 anni fa. Il racconto fa parte del progetto “L’Albero dei Ricordi — la memoria condivisa non si perde”, realizzato da Anni Azzurri, che ha coinvolto oltre 500 testimonianze di anziani tra gli 80 e i 95 anni. L’iniziativa, in corso durante l’estate 2026, ha visto la collaborazione tra ospiti e operatori, che hanno dedicato tempo e ascolto alla raccolta di episodi, aneddoti e esperienze personali, spesso mai condivisi prima.

La memoria come strumento di identità

«La memoria non è soltanto un archivio del passato, ma uno strumento attraverso cui la persona anziana ricostruisce il senso della propria identità nel presente», spiega lo psichiatra Adolfo Bandettini di Poggio, direttore medico dell’area Psichiatria del Gruppo KOS. La condivisione del vissuto diventa una leva concreta per il benessere cognitivo dell’anziano, che si sente riconosciuto non per la propria fragilità, ma per la ricchezza della propria esperienza. Il progetto si inserisce nel percorso più ampio della rete Anni Azzurri sulla cura della persona anziana, con particolare attenzione alle strutture dedicate all’assistenza di ospiti con decadimento cognitivo. L’obiettivo è restituire valore e visibilità al vissuto di ciascuno e conservarne la memoria. Ogni ricordo è stato trascritto e trasformato in una foglia di carta viola, fino a comporre, struttura per struttura, un albero simbolico che rappresenta la memoria collettiva della rete.

Un albero di ricordi simbolico

Il lavoro è stato reso possibile dalla collaborazione quotidiana tra ospiti e operatori, che, nell’arco dei mesi estivi, hanno dedicato tempo e ascolto alla raccolta di episodi, aneddoti ed esperienze personali. L’iniziativa si tingerà di viola e ospiterà audio e immagini dei ricordi raccolti a partire dal 21 settembre, Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Gli spazi vengono progettati per rispondere ai bisogni di orientamento e memoria, con stimoli delicati, rumori ridotti e ambienti che richiamano esperienze familiari: fermate dell’autobus, finestre dipinte, piazzette e percorsi sensoriali aiutano a evocare ricordi, ridurre il disorientamento e favorire un senso di sicurezza.

A questi interventi si affiancano la formazione del personale e l’impiego di terapie non farmacologiche (pet therapy, snoezelen, doll therapy), che hanno già mostrato di ridurre in modo significativo i disturbi comportamentali, con benefici concreti sulla qualità di vita. L’iniziativa “L’Albero dei Ricordi — la memoria condivisa non si perde” rappresenta un passo avanti nella cura della persona anziana, con un approccio di psicogeriatria denominato “Argento Vivo” da KOS, che ripensa gli spazi e le pratiche di cura nelle RSA per migliorare la qualità di vita, secondo il principio dello spazio protesizzato.

La condivisione dei ricordi è un atto di riconoscimento e di cura. L’attenzione data ai ricordi degli anziani non è solo un atto di empatia, ma un modo per restituire loro un senso di appartenenza e di valore. La memoria non è solo un archivio, ma un ponte tra il passato e il presente.

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