Con il ritorno a scuola, si ripresenta la polemica sul caro libri, ma il presidente del sindacato Sil, Gabriele Grazi, ha lanciato un appello per smontare le notizie infondate che colpiscono le librerie. “Siamo presidi sociali e culturali ingiustamente additati come responsabili del caro libri”, ha sottolineato Grazi, presidente regionale e provinciale Sil a Arezzo e Toscana. La categoria, che raccoglie librerie e cartolibrerie aderenti a Confesercenti, ha sottolineato come non sia loro la causa dell’aumento dei prezzi dei libri di testo. “Siamo sempre più risicati i margini riconosciuti ai punti vendita”, ha aggiunto.
Margini in calo, chiusure in aumento
Secondo Grazi, l’aumento medio annuo dei prezzi di copertina si aggira intorno al 2%, ma i margini riconosciuti ai punti vendita sono sempre più risicati. “Non è un caso se a livello nazionale, dal 2019 al 2025, abbiamo perso 8mila librerie e cartolibrerie”, ha spiegato. Il fenomeno non risparmia la provincia aretina né le regioni toscane, in linea con il resto d’Italia. I margini, che in 20 anni sono scesi dal 25% al 13% o al 15%, rappresentano una delle principali cause della chiusura dei punti vendita.
Le librerie specializzate in usato rappresentano un servizio prezioso per il tessuto sociale, in particolare per chi ha una libreria sotto casa. Un valore di cui solo chi ha una libreria sotto casa può ancora beneficiare, ha sottolineato Grazi, aggiungendo che “chiusura dopo chiusura, stiamo rischiando di perdere per sempre”. Inoltre, ha ricordato che per le scuole primarie i libri sono gratuiti, e basta rivolgersi alle cartolibrerie convenzionate con i rispettivi comuni per usufruire del servizio.
Un ruolo sociale e culturale fondamentale
Il presidente Sil ha anche sottolineato l’importanza del ruolo delle librerie come presidi culturali e sociali. “Siamo imprenditori che amiamo il nostro lavoro, leggere e diffondere la cultura”, ha concluso. Grazi ha voluto divulgare il messaggio del presidente nazionale Sil Antonio Terzi, per ricordare ai consumatori e ai mezzi di informazione che “quando si acquista un libro di scuola non conta solo il prezzo sul retro di copertina, conta poter contare su qualcuno che risponde, che consiglia, che risolve un problema”. Un valore che non si misura solo in cifre, ma in relazioni e servizi.
La categoria, che ha visto un calo significativo nel numero di esercizi, ha anche sottolineato come non sia loro la causa dell’aumento dei prezzi dei libri di testo. “Tra l’altro, per le scuole primarie, i libri sono gratuiti”, ha ricordato Grazi. La situazione, purtroppo, non sembra migliorare, e le librerie continuano a essere viste come responsabili di un problema che non è loro. “Siamo presidi sociali e culturali, e non possiamo essere additati come fonte di crisi”, ha concluso il presidente Sil.



