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sabato 19 Settembre 2026

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Max, l’app russa che potrebbe diventare strumento di sorveglianza

L’app Max, sviluppata in Russia, potrebbe diventare strumento di sorveglianza per il governo. La diffusione tra la popolazione è in aumento.

Max, l’app russa sviluppata da VKontakte, sta diventando un’alternativa “patriottica” a Telegram e WhatsApp, ma potrebbe trasformarsi in un potente strumento di sorveglianza per il governo. Negli ultimi diciotto mesi, decine di milioni di russi hanno installato l’app, e questa estate è diventata l’app di messaggistica più utilizzata nel Paese, secondo il Guardian. La sua diffusione non è stata spontanea: dipendenti pubblici, insegnanti e studenti hanno subito pressioni per trasferire parte delle proprie comunicazioni su Max.

Un controllo digitale in atto

La piattaforma, prodotta da VKontakte, una società russa strettamente legata allo Stato, permette l’accesso a dati e attività svolte all’interno del proprio ecosistema di mini-app. Non può leggere indiscriminatamente tutto ciò che si trova sul telefono, ma può accedere ai dati e alle attività svolte all’interno del proprio ecosistema di mini-app. Secondo una ricerca condotta da un gruppo di informatici, Max potrebbe diventare un sofisticato strumento di sorveglianza, con capacità che vanno oltre la semplice comunicazione. La pressione per adottare Max è crescente, con scuole e università che obbligano studenti e docenti a utilizzarla per comunicazioni essenziali. Un’insegnante di Mosca ha raccontato al Guardian che il preside della scuola le ha detto chiaramente: «d’ora in poi, tutto avverrà tramite Max». Questo include le chat con i genitori, l’invio dei compiti e altre comunicazioni scolastiche. «Non c’è una vera possibilità di dire di no», ha aggiunto.

Un’esperienza forzata

Anche uno studente di San Pietroburgo ha raccontato un’esperienza analoga: prima dell’inizio dell’anno accademico, gli è stato comunicato che gli studenti sprovvisti di un codice QR generato attraverso Max non avrebbero potuto accedere agli edifici dell’università o ai dormitori. La diffusione di Max è accompagnata da una campagna di promozione che coinvolge celebrità come il rapper Egor Kreed e l’influencer Instasamka. Le élite russe continuano a usare Telegram e Signal, come hanno raccontato diversi uomini d’affari e personalità. «Non c’è una vera possibilità di dire di no», ha detto un’insegnante, sottolineando la pressione esercitata sulle persone per adottare l’app. Tuttavia, la diffusione di Max non ha ancora soppiantato completamente le alternative, anche se il controllo digitale si fa sempre più invasivo.

Secondo Roya Ensafi, professoressa associata di informatica presso l’Università del Michigan, Max rappresenta un modello di autoritarismo digitale che qualsiasi governo può seguire. Il gruppo di ricerca ha scoperto che l’app può acquisire schermate dei contenuti delle mini-app all’insaputa degli utenti, accedere alle informazioni memorizzate al loro interno, ai messaggi e ai pagamenti. La parte più inquietante è che Max potrebbe iniettare codici nelle mini-applicazioni, il che significherebbe che il governo russo potrebbe usare l’app per lanciare attacchi informatici.

Nonostante la diffusione di Max, il controllo del governo non è totale. Molti utenti, soprattutto tra le élite, continuano a utilizzare alternative come Telegram e Signal. Tuttavia, la pressione per adottare Max si fa sentire, e la sua diffusione potrebbe portare a un controllo digitale sempre più invasivo. La situazione rimane in evoluzione, e i rischi per la privacy dei cittadini russi sembrano aumentare con l’espansione dell’app.

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