Un padre di 53 anni è stato accusato di aver picchiato la figlia 12enne dopo che era stata sorpresa a realizzare video per TikTok che mostravano il suo intimo. L’episodio, che ha scatenato un procedimento giudiziario, risale al marzo 2023 e si è ripetuto anche nell’agosto 2024. Il padre, convocato in seguito all’incidente scolastico, avrebbe colpito la ragazza con due schiaffi alla nuca, alla presenza di un dirigente scolastico e di una docente. L’uomo è stato ammesso alla messa alla prova e dovrà svolgere lavori socialmente utili e versare 2.500 euro alla madre della minorenne, costituita parte civile.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il padre avrebbe reagito con violenza dopo che la figlia era stata sorpresa nel bagno mentre creava video per TikTok. L’episodio, che ha portato alla convocazione del padre, si sarebbe verificato all’interno di una scuola media. Durante l’incontro, l’uomo avrebbe colpito la ragazza con due schiaffi alla nuca, in presenza di due figure istituzionali. Un’altra docente ha confermato una versione simile del comportamento del padre, che è stato descritto come «mortificato» per l’evento e per la situazione in cui era rimasto coinvolto.
Il secondo episodio, avvenuto il 9 agosto 2024, si sarebbe verificato nei pressi di una fermata dell’autobus, vicino a un McDonald’s. La ragazza avrebbe rifiutato di salire in macchina con il padre, ma lui l’avrebbe afferrata per i capelli e colpita con uno schiaffo. Subito dopo, le avrebbe sbattuto la testa contro il palo della pensilina per almeno due volte. La minorenne era stata sottoposta ad accertamenti medici e aveva subìto contusioni multiple e un trauma cranico lieve.
Il procedimento è nato da una richiesta di rinvio a giudizio della procura di Perugia. Al padre vengono contestati l’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina e le lesioni personali aggravate. I due episodi sono confluiti nello stesso procedimento e il padre è stato ammesso alla messa alla prova. Per tutta la durata del programma, il procedimento resterà sospeso. L’uomo dovrà svolgere lavori socialmente utili presso l’ufficio ipovedenti e versare 2.500 euro alla madre della ragazza. La figlia ha espresso un rifiuto chiaro nei confronti del padre, un elemento che ha contribuito a far scattare le procedure legali. La procura ha sottolineato l’importanza di garantire la sicurezza della minorenne e di tutelare il suo benessere psicofisico. La situazione ha suscitato preoccupazioni e dibattiti su come gestire i casi di violenza domestica e abuso di potere da parte di genitori.
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