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venerdì 18 Settembre 2026

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Cultura

Papa Leone XIV e i 80mila giovani al Stade de France: preghiera, musica e l’invito a sognare in grande

Papa Leone XIV incontra 80mila giovani al Stade de France con preghiera e invito a sognare in grande.

Il Papa Leone XIV ha incontrato 80mila giovani al Stade de France il 18 settembre 2026, in una veglia di preghiera che ha visto la partecipazione di un pubblico completamente esaurito. L’evento, organizzato per celebrare la fede e l’invito a “sognare in grande”, ha combinato musica, spettacolo, testimonianze e momenti di silenzio e preghiera. La serata, condotta con il filo conduttore della santità, ha visto la partecipazione di un gruppo di persone con esperienze e sensibilità diverse, tra cui giovani, educatori, responsabili pastorali e figure attente alla missione e alla liturgia.

Un paradosso esistenziale e una sete spirituale

La responsabile della pastorale giovanile, Faustine Fayette, ha spiegato che si sta vivendo un paradosso: una generazione segnata da un grande vuoto esistenziale, ma anche da una forte sete spirituale. “Siamo di fronte a una generazione che non ha ricevuto nulla dai propri genitori ed ha subito un salto nella trasmissione della fede”, ha osservato. “È come se avessimo chiuso la porta e loro fossero rientrati dalla finestra.” La veglia, pensata per parlare a tutti, ha cercato di offrire un’esperienza di fede forte, in cui i giovani potessero sperimentare l’amore di Dio per ciascuno di loro e per il mondo.

La frase più frequente nella Bibbia, “non abbiate paura”, è stata ripetuta più volte durante la veglia, come un invito a non smettere di credere. Questo invito è stato ripetuto più volte, come un richiamo a non perdere la speranza. La veglia ha incluso testimonianze che hanno mostrato la forza e il sostegno che Dio può offrire nella vita quotidiana, soprattutto nei momenti di prova.

Testimonianze e impegno per il bene comune

Le testimonianze raccontate durante la veglia sono state scelte per mostrare la forza e il sostegno che Dio può offrire nella vita quotidiana, soprattutto nei momenti di prova. Il tema della santità ha attraversato l’intero evento, con l’invito a non avere paura di sognare in grande. “L’idea era questa”, ha spiegato Faustine Fayette, “il Papa verrà in Francia e noi vogliamo presentargli i nostri giovani ma anche le fondamenta sulle quali stanno crescendo. Queste fondamenta sono il nostro patrimonio spirituale e questo patrimonio poggia su una terra di santi.”

La veglia ha incluso elementi di spettacolo, con possibili richiami allo sport e ad altri linguaggi vicini al mondo giovanile. L’evento è stato costruito per coinvolgere non solo i giovani cattolici più impegnati, ma anche chi si trova ai margini della pratica religiosa o è semplicemente in ricerca. Il programma ha cercato di parlare a tutti, ai giovani nella loro diversità. L’obiettivo è stato quello di restituire fiducia ai giovani, che vivono molte ansie riguardo alla vita e al futuro. La responsabile della pastorale giovanile ha sottolineato l’importanza di ricordare che ci sono state persone che hanno vissuto la loro fede arrivando persino a morire per essa. “Volevamo mostrare che è ancora possibile oggi spendersi per delle grandi cause”, ha concluso Faustine. L’evento ha cercato di motivare i giovani a diventare missionari ogni giorno, nei luoghi in cui vivono, e a non smettere di credere in un futuro migliore.

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