La procuratrice Ida Teresi, componente del direttivo Anm, ha espresso preoccupazione per l’abolizione del bollo auto per le utilitarie, sostenendo che tale misura potrebbe essere utilizzata da ricchi trafficanti e esponenti della criminalità organizzata. La sua critica è emersa dopo l’annuncio del governo di sospendere la tassa per le utilitarie, un provvedimento definito definitivo e strutturale. La pm ha sottolineato che le auto piccole sono spesso utilizzate da narcotrafficanti e mafiosi, che le intestano formalmente, mentre quelle più grandi vengono utilizzate con prestanomi.
La decisione del governo ha suscitato reazioni da parte della sinistra, che la vede come una manovra elettorale. Matteo Renzi, noto per i suoi interventi su temi economici, ha criticato la misura, ricordando le critiche ricevute da Giorgia Meloni quando aveva avanzato la stessa proposta. La premier ha replicato su Facebook, sottolineando che la misura non è limitata al 2027, ma è pensata per essere definitiva. Secondo le stime di Altroconsumo, il risparmio annuo varia tra 113,52 e 141,90 euro.
Le risposte del governo e le polemiche regionali
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani (Pd), ha sollevato il tema dell’incostituzionalità dell’uso dei fondi del Pnrr per coprire il mancato gettito derivante dall’abolizione del bollo. Giani ha affermato che si tratta di un “decreto tarpa-sanità”, in quanto i fondi dovrebbero servire per gli investimenti, non per la sanità. Al contrario, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha rassicurato che i fondi saranno rimpinguati fino all’ultimo euro. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha sottolineato che se il governo non avesse fatto nulla, l’opposizione avrebbe detto che non si faceva nulla. Bignami ha anche indicato che il vero nodo della situazione è capire se la sinistra prenderà l’impegno di confermare l’abolizione della tassa, poiché ciò potrebbe influenzare il programma elettorale.
Le rivendicazioni e le polemiche tra partiti
Non solo la sinistra ha rivendicato la paternità dell’abolizione del bollo auto, ma anche i 5 Stelle. Pasquale Tridico, eurodeputato del Movimento, ha rivelato un video del 2025 in cui la premier Meloni aveva scherzato sulla proposta di sospensione del bollo, dicendo che erano promesse elettorali di Cetto La Qualunque. Claudio Scaletta, leader dei 5 Stelle, ha parlato di una “mossa disperata” per coprire tasse e fallimenti. La polemica si è intensificata anche sui social, con Renzi che ha litigato con Meloni, accusandola di non realizzare le promesse. Meloni ha replicato, sottolineando la differenza tra annunciare e realizzare. La situazione ha visto un confronto tra i partiti, con la sinistra che cerca di rivendicare la paternità della misura e il governo che cerca di difendere la sua decisione.
La misura è definitiva e non è limitata al 2027.
Il governo ha garantito la copertura del mancato gettito per le Regioni.



