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Riscossione tributi regionali più veloce a partire dal 2027

Dal 1° gennaio 2027 cambierà il sistema di riscossione dei tributi regionali. Le Regioni potranno avvalersi dell’accertamento esecutivo, superando il tradizionale ricorso ai ruoli e alle ingiunzioni di pagamento. La novità è introdotta dall’art. 8 del D.Lgs. n.147/2026, che si inserisce nel processo di armonizzazione dei sistemi di riscossione avviato con il D.L. n.78/2010. La riforma mira a ridurre i tempi e a introdurre un modello più efficiente, pur con alcune limitazioni e tutelhe per i contribuenti.

Accertamento esecutivo e riduzione dei tempi

La novità principale consiste nel fatto che l’atto di accertamento non si limiterà più a quantificare la pretesa tributaria, ma assumerà anche efficacia esecutiva, consentendo di procedere alla riscossione senza la formazione del ruolo e la notifica della cartella di pagamento. Questo significa che, decorso il termine per il pagamento e per l’eventuale impugnazione (60 giorni), la Regione o il concessionario potranno avviare direttamente la fase esecutiva. La riduzione dei tempi è uno degli obiettivi principali della riforma, che mira a semplificare i processi e a ridurre i ritardi nella riscossione.

La procedura esecutiva sarà automaticamente sospesa per 120 giorni, qualora l’attività di riscossione sia affidata direttamente alla Regione. Inoltre, l’avvio delle procedure di recupero sarà possibile soltanto dopo l’inutile decorso di 60 giorni dalla scadenza del termine per ricorrere. I contribuenti dovranno tenere a mente le seguenti scadenze: 60 giorni dalla notificazione dell’atto per l’eventuale proposizione del ricorso; 90 giorni dalla notificazione dell’atto per l’invio, da parte del concessionario, della comunicazione di presa in carico della pretesa; 120 giorni dalla notificazione dell’atto per l’avvio della procedura esecutiva.

Tutela per debiti inferiori a 10.000 euro

Per mitigare gli effetti della disciplina, la normativa introduce alcune tutele, in particolare per i debiti di importo non superiore a 10.000 euro. In questi casi, la procedura esecutiva non potrà essere avviata automaticamente decorso il termine di 60 giorni dalla notificazione dell’atto. Sarà necessaria una preventiva notifica di un atto intermedio, con il quale la Regione o il concessionario intimeranno al contribuente moroso di provvedere al pagamento entro ulteriori 30 giorni. Solo decorso inutilmente anche tale termine, sarà possibile procedere in executivis.

La riforma non si estende alle entrate di natura patrimoniale, come accade per i Comuni. Inoltre, non si applica al bollo auto, che rimane gestito con il sistema tradizionale della cartella di pagamento. Il contribuente che non provveda al pagamento entro i termini dovrà sostenere, oltre all’importo del tributo, anche gli ulteriori oneri connessi alla riscossione, come spese di notifica e interessi di mora.

Sebbene la riforma sembri ampia, la sua portata concreta potrebbe rivelarsi limitata nell’immediato. La nuova disciplina riguarda esclusivamente i tributi e non si estende alle entrate di natura patrimoniale, come per i Comuni. Inoltre, non si applica all’IRAP e all’addizionale regionale IRPEF, gestiti direttamente dall’Agenzia delle Entrate. La riforma segna un importante passo verso l’armonizzazione dei sistemi di riscossione, ma il suo effettivo impatto dipenderà dall’applicazione concreta da parte delle Regioni e dei soggetti incaricati. La riforma, in sintesi, introduce un modello più efficiente per la riscossione dei tributi regionali, ma con alcune limitazioni e tutelhe per i contribuenti. La sua applicazione pratica e l’effettivo impatto saranno determinati dal rispetto delle nuove norme da parte delle Regioni e dei soggetti incaricati della riscossione.

Giuseppe Rossi

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