Settembre 2026 segna un incremento di oltre 3.300 nuovi contratti nel Novarese, con un focus particolare sui settori dei servizi, della ristorazione e del commercio. I dati del bollettino mensile di Unioncamere, realizzato in collaborazione con il Ministero del Lavoro e cofinanziato dall’Unione europea, mostrano un trend positivo per le imprese locali, che prevedono un aumento delle assunzioni rispetto al 2025. Tra i settori più richiesti, spiccano i servizi di alloggio e ristorazione, che rappresentano il 14% delle entrate previste, seguiti da quelli relativi ai servizi alle persone e al commercio.
Contratti a termine e difficoltà di reperimento
La maggior parte dei nuovi contratti, circa il 78%, saranno a termine, un dato che riflette la dinamicità del mercato del lavoro in questa regione. Inoltre, il 40% delle imprese prevede difficoltà nel reperimento dei profili desiderati, un problema che si fa sentire soprattutto nei settori più richiesti. La richiesta di esperienza specifica o comunque nel settore è alta, con un’incidenza del 56,8% per Novara, che si attesta al 63,8% per Verbania. Le imprese del Novarese si concentrano su settori di servizio, con un’incidenza del 51% delle entrate previste. Questo trend riflette la struttura economica del territorio, dove le piccole imprese svolgono un ruolo chiave nella generazione di posti di lavoro. La domanda di occupazione, tuttavia, rimane limitata, con un numero relativamente basso di imprese che esprime la propria richiesta di personale.
Un focus su giovani e titoli terziari
Un’altra caratteristica del mercato del lavoro nel Novarese è la presenza di un elevato numero di giovani under 30, che rappresentano il 33,2% delle entrate previste. Inoltre, il 13,9% dei nuovi contratti sarà destinato a personale in possesso di titoli terziari, come lauree o ITS. Questo dato indica una crescente attenzione alle competenze e alla formazione, in linea con le politiche di sviluppo del lavoro promosse a livello regionale.
Le previsioni occupazionali nel Vco indicano un totale di 780 nuovi contratti a settembre 2026, con un calo rispetto al 2025. La maggior parte di questi contratti, il 81%, sarà a termine, mentre il 19% sarà stabile, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Questo dato sottolinea la volatilità del mercato del lavoro in questa area, ma anche la sua capacità di adattarsi alle esigenze delle imprese locali.
Le entrate previste riguarderanno per il 31% il settore dei servizi di alloggio e ristorazione, per il 13% i servizi alle persone, per l’11% il commercio e infine per il 45% gli altri settori. Inoltre, il 16% delle entrate sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale. La domanda di lavoro è concentrata soprattutto nelle imprese con meno di 50 dipendenti, che rappresentano il 51% delle entrate previste.
Le imprese del Novarese, in particolare quelle con meno di 50 dipendenti, si concentrano su settori di servizio, con un’incidenza del 51% delle entrate previste. Questo trend riflette la struttura economica del territorio, dove le piccole imprese svolgono un ruolo chiave nella generazione di posti di lavoro. La domanda di occupazione, tuttavia, rimane limitata, con un numero relativamente basso di imprese che esprime la propria richiesta di personale. Le previsioni occupazionali nel Vco indicano un totale di 780 nuovi contratti a settembre 2026, con un calo rispetto al 2025. La maggior parte di questi contratti, il 81%, sarà a termine, mentre il 19% sarà stabile, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Questo dato sottolinea la volatilità del mercato del lavoro in questa area, ma anche la sua capacità di adattarsi alle esigenze delle imprese locali.



