Un sindacalista dell’Unione sindacale di base (Usb), Sasha Colautti, è stato archiviato per diffamazione da parte del pubblico ministero, dopo che aveva espresso critiche nei confronti dell’imprenditore Aniello Stellato, legale rappresentante della Tme. L’episodio, avvenuto durante una vertenza sindacale, ha visto il sindacalista accusato di aver diffamato Stellato con dichiarazioni ritenute offensive. Tuttavia, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, Donata Di Sarno, ha accolto la richiesta di archiviazione, riconoscendo il diritto di critica e la legittimità delle dichiarazioni fatte da Colautti.
Le parole di Colautti, che avevano definito la Tme una “scatola vuota” e sostenuto che l’operazione di acquisizione del sito industriale di Marcianise fosse volta a “porre in essere una speculazione edilizia”, sono state considerate espressioni proprie della dialettica sindacale. La giudice ha sottolineato che tali dichiarazioni, fatte nel pieno della vertenza, non rappresentavano un attacco alla sfera personale di Stellato, ma un giudizio sull’operazione societaria. Le frasi di Colautti rientrano nel diritto di critica, ampiamente tutelato dalla giurisprudenza.
La vertenza si è sviluppata nel momento in cui la multinazionale statunitense Jabil aveva deciso di disfarsi della fabbrica di Marcianise, situata nel Casertano, e la Tme aveva proposto di rilevarla. L’operazione, supportata anche da Invitalia, ha visto la Tme ottenere il controllo del 45% del capitale sociale di una società costituita ad hoc, la Tma. Tuttavia, la gestione della fabbrica ha proceduto a rilento, con la produzione che va a singhiozzo e l’uso continuo della cassa integrazione.
La multinazionale aveva cercato di ridurre il perimetro occupazionale da circa 400 dipendenti, ma solo un lavoratore ha accettato un’offerta di 30mila euro per lasciare il posto di lavoro. Finora, le uniche uscite sono state quattro licenziamenti singoli, tre dei quali sono rappresentanti della stessa Usb. Queste vicende sono state portate in tribunale e sono ancora in corso. Le critiche del sindacalista sono state riconosciute come legittime e non diffamatorie.
L’Usb ha espresso una critica forte, affermando che la querela di Stellato rappresenta un tentativo di trasformare la critica sindacale in un atto giudiziario. Per il sindacato, è fondamentale poter giudicare un progetto industriale, soprattutto quando riguarda centinaia di lavoratori e quando l’operazione viene presentata come soluzione definitiva di una vertenza. A distanza di mesi, invece, gli ammortizzatori sociali continuano ad essere utilizzati e il piano industriale procede con tempi e risultati molto diversi da quelli raccontati al momento della cessione. L’Unione sindacale di base ha quindi chiesto conto di quel progetto, sottolineando che le critiche non sono state accolte nella realtà. Il problema non è se le critiche piacciono o meno, ma se trovano riscontro nella realtà.
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