Una ragazza di 16 anni è stata violentata nello scantinato di un kebab a Montebelluna, in provincia di Treviso. Il padre, trovata la figlia semi-incosciente fuori dal locale, ha denunciato l’episodio e ha portato la ragazza al pronto soccorso, dove i sanitari hanno accertato che aveva avuto un rapporto sessuale poco prima. L’episodio risale al primo aprile 2025 e è stato denunciato dopo che la ragazza, seduta su una sedia fuori dal kebab, è stata trovata in stato di semi incoscienza, probabilmente a causa dell’abuso di alcol.
Durante l’udienza di ieri, il padre della ragazza ha fornito una testimonianza intensa, raccontando l’orrore di aver trovato la figlia in quel stato. «L’ho trovata lì fuori che era semi-incosciente. Poi la corsa in pronto soccorso. In ospedale il racconto e gli esami: da lì è emerso tutto», ha detto. I sanitari, dopo aver sentito il racconto della giovane, hanno effettuato esami che hanno confermato l’aver avuto un rapporto sessuale poco prima. L’indagine è stata avviata immediatamente, con i carabinieri che hanno perquisito il locale e trovato il materasso dove, secondo l’accusa, si è consumata la violenza.
La testimonianza del padre ha giocato un ruolo chiave nel processo. Il padre ha denunciato l’episodio e ha portato la figlia al pronto soccorso, dove i sanitari hanno accertato i fatti. L’8 ottobre scorso, durante un incidente probatorio, la giovane ha confermato i fatti pur non ricordando nel dettaglio cos’era accaduto.
Il 27enne pakistano, titolare del kebab, è stato arrestato e poi rilasciato ai domiciliari. Difeso dall’avvocato Barbara Camerin, deve rispondere dell’accusa di violenza sessuale su minore e si era difeso sostenendo che si fosse trattato di un rapporto consenziente. La ragazza, invece, si è costituita parte civile con l’avvocato Luisa Osellame. Durante l’udienza, sono stati ascoltati i testi della pm Maria Giulia Rizzo, insieme a carabinieri dei Ris di Parma che hanno analizzato il materasso sequestrato, trovando tracce di DNA sia della vittima che del titolare del kebab.
Un colpo di scena ha sorpreso l’udienza: uno dei giovani accusati è comparso in aula. Sotto inchiesta erano finiti anche un 29enne, accusato di concorso morale in violenza sessuale, e un 24enne, accusato di favoreggiamento personale. Gli uomini della scientifica hanno ripercorso le fasi dell’indagine e quanto riscontrato, cercando di ricostruire l’episodio in modo dettagliato. La vicenda, che ha scosso la comunità locale, ha visto il padre della ragazza giocare un ruolo chiave nella denuncia e nel processo. La ragazza, pur non ricordando nel dettaglio cos’era accaduto, ha confermato i fatti durante un incidente probatorio del 8 ottobre scorso. L’episodio, purtroppo, rimane un caso drammatico che ha messo in luce le complessità delle violenze sessuali e la necessità di un sistema di supporto efficace per le vittime.
Borgo Egnazia lancia un progetto per salvare la biodiversità pugliese con oltre mille varietà vegetali…
La 65ª Fiera dell’Artigianato a Mogoro ha registrato quasi 11.000 visitatori e un aumento del…
Regione Basilicata lancia bando per modernizzare aziende agricole con 20 milioni di euro
Un uomo di 44 anni è stato arrestato dopo aver rubato le chiavi di casa…
Incendio a Santa Caterina: evacuazioni di scuola e abitazioni per sicurezza
Aoup si conferma terzo ospedale italiano e sale al 42° posto mondiale per endocrinologia.