Confartigianato Taranto ha lanciato un appello per una maggiore preparazione delle imprese locali prima delle gare per i grandi investimenti. Giovanni Palmisano, presidente dell’associazione, ha sottolineato come spesso le aziende arrivino troppo tardi e si trovino a dover affrontare situazioni di svantaggio. “Quando arriviamo dopo, il lavoro è già andato altrove”, ha detto Palmisano, riferendosi a esperienze passate come i cantieri dei Giochi del Mediterraneo. L’obiettivo è fare in modo che i miliardi e i milioni investiti a Taranto non si traducano solo in opere realizzate, ma lascino sul territorio imprese più solide, nuove competenze e occupazione.
La proposta di Confartigianato si basa su una mappatura volontaria delle aziende del territorio, che permetta di verificare se il sistema produttivo locale possiede già le caratteristiche necessarie per affrontare i grandi progetti o debba adeguarsi. L’idea è di conoscere con sufficiente anticipo quali professionalità, lavorazioni, servizi e forniture saranno richiesti, in modo da poter verificare le capacità locali e intervenire in modo mirato. Formazione, credito, incentivi e strumenti di garanzia potrebbero così essere utilizzati sulla base delle opportunità effettivamente in arrivo, ha spiegato Palmisano.
Un principio che, sottolinea l’associazione, trova già spazio nel Cis Taranto, dove è previsto il coinvolgimento delle imprese regionali e dei territori interessati dagli investimenti. L’attenzione è rivolta in particolare alle micro, piccole e medie realtà, che spesso non riescono a competere con aziende più grandi. L’associazione propone quindi di affiancare alla conoscenza preventiva degli investimenti una mappatura volontaria delle aziende, che tenga conto delle competenze disponibili, delle certificazioni possedute, delle tecnologie e delle necessità di investimento.
Non viene chiesta la costituzione di un nuovo tavolo o di una struttura burocratica, ma si cerca piuttosto di individuare una funzione stabile all’interno di organismi già esistenti, con responsabilità precise e risultati verificabili. Cantieri finiscono. Le imprese che diventano più forti, le competenze acquisite e il nuovo lavoro possono restare, ha concluso Palmisano. “La transizione di Taranto deve costruire anche l’economia di Taranto.” La proposta di Confartigianato si inserisce in un contesto di grandi investimenti legati alla transizione industriale, alle bonifiche, al porto, alla rigenerazione urbana e alla diversificazione economica. Negli ultimi anni, sul territorio sono arrivati investimenti attraverso il Pnrr e il Cis, e adesso si apre una nuova fase. L’obiettivo è evitare che le aziende locali si presentino impreparate quando le commesse saranno ormai assegnate. “Dopo per scoprire che la partecipazione delle nostre imprese è stata limitata”, ha detto Palmisano. “Dopo per accorgerci che mancavano qualificazioni o certificazioni. Dopo per domandarci perché non si siano aggregate.”
Confartigianato chiede quindi una maggiore attenzione alle imprese locali, non solo come fornitori, ma come parte integrante del sistema produttivo. L’idea è di creare un rapporto più stabile tra le aziende e i grandi progetti, in modo che i benefici degli investimenti si traducano in crescita reale per il territorio. Se arrivassimo ancora una volta troppo tardi, questa volta non potremmo dire che non lo sapevamo, ha concluso Palmisano.
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