Corinna De Cesare, giornalista e startupper, ha lanciato thePeriod, una newsletter femminista che cerca di riscrivere la narrativa editoriale partendo proprio dalle donne. «Bisogna partire dalle donne per cambiare il mondo», afferma De Cesare, che dopo anni di lavoro nel Corriere della Sera ha deciso di fondare un progetto editoriale indipendente. thePeriod, nato nel 2024, si propone come un’alternativa al sistema tradizionale, che spesso non riesce a riconoscere il valore delle donne.
Dopo una laurea in Editoria e Giornalismo, De Cesare ha iniziato a lavorare al Corriere della Sera a 23 anni, dopo anni di sacrifici. «Ho fatto dalla centralinista alla cameriera e con i primi stipendi mi sono comprata il primo computer», racconta. La sua carriera è stata costruita con determinazione, ma anche con una consapevolezza del potere editoriale. «Il potere editoriale non decide soltanto che cosa leggiamo, decide anche chi consideriamo importante», spiega.
Il potere editoriale non decide soltanto che cosa leggiamo, decide anche chi consideriamo importante.
De Cesare ha sempre riconosciuto le disparità di potere all’interno delle redazioni. «L’estrazione sociale di provenienza inevitabilmente influenza anche il modo in cui si guarda al potere», osserva. Le donne, spesso, vengono raccontate come vittime, eccezioni o corpi, ma non come esperte o protagoniste. «Quando si tratta di donne, il problema è ancora più evidente», sottolinea. Questo ha spinto De Cesare a cercare un cambiamento radicale, non solo di linguaggio, ma di narrativa.
thePeriod, l’informazione femminista
Nel 2022 De Cesare decide di dare le dimissioni e investe tutta la liquidazione su thePeriod, il progetto editoriale che aveva visto la luce come newsletter già da qualche anno e che nel 2024 diventa ufficialmente startup. «Mi hanno preso per pazza, ma la storia è piena di donne che sono state sottovalutate o definite pazze prima di essere state prese sul serio», ci confessa la giornalista. «Period» significa «punto e a capo», ma anche «mestruazioni»; ha scelto deliberatamente una parola che porta con sé questa ambivalenza femminile e ha deciso di rivendicarla.
Non essere riconosciute da un sistema non significa non avere valore, significa semplicemente che stiamo costruendo qualcosa che quel sistema non sa ancora come classificare.
Il progetto, però, non nasce come prodotto per donne, ma come dimostrazione che uno sguardo diverso sul mondo può diventare un modello editoriale e imprenditoriale. «Vestire i panni da imprenditrice e sentirmi a mio agio in quei panni non è stato semplice, ma abbiamo costruito moltissimo. I nostri contenuti raggiungono ogni mese sui social 12 milioni di persone. La newsletter è tra quelle italiane più lette su Substack con oltre 23.000 iscritti e le abbiamo affiancato altri prodotti come il podcast «Una volta un uomo».
Il progetto ha visto l’affiancamento di prodotti come il podcast «Una volta un uomo», che ha contribuito a costruire una comunità fedele. «I nostri contenuti raggiungono ogni mese 12 milioni di persone», spiega De Cesare. L’obiettivo non è solo di crescere, ma di creare un modello editoriale che sia sostenibile e indipendente. «Vestire i panni da imprenditrice e sentirmi a mio agio in quei panni non è stato semplice, ma abbiamo costruito moltissimo», conclude.
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