La carriera di Sandro Mazzola non terminò quando smise di giocare nel 1977. Il passaggio dal campo alla dirigenza fu quasi immediato: rimase nell’ambiente dell’Inter e contribuì alle scelte societarie in una fase in cui il calcio italiano stava cambiando. La scheda della FIGC riassume il percorso dirigenziale tra Inter, Genoa, un nuovo periodo in nerazzurro e Torino, dove rimase fino al 2003.
Le fonti non sempre usano gli stessi titoli per gli incarichi e le date; per questo è più corretto distinguere ruoli e periodi anziché ridurre tutto a una sola carica. Mazzola lavorò con dirigenti e allenatori in diversi momenti del club, portando nella gestione la conoscenza diretta dello spogliatoio e del gioco. La sua esperienza non fu una semplice continuazione della fama da calciatore: richiese decisioni di mercato e rapporti con proprietà, tecnici e atleti.
Tra gli episodi più citati c’è l’arrivo di Ronaldo all’Inter nel 1997. In interviste retrospettive Mazzola ha raccontato di aver avuto un ruolo nell’operazione e nel convincere il brasiliano a scegliere Milano. È un passaggio divenuto parte della memoria nerazzurra, ma va attribuito al suo racconto e collocato dentro una trattativa in cui agirono più persone, compresi i vertici del club.
La seconda carriera aiuta a leggere Mazzola oltre i gol e i trofei. Per un uomo rimasto legato per decenni all’Inter, la dirigenza rappresentò un modo diverso di partecipare alla vita della squadra: prima protagonista in campo, poi figura di raccordo e interprete del mercato. Il suo percorso arrivò infine al Torino, chiudendo un arco professionale che attraversò entrambe le grandi storie familiari del calcio italiano.
Fonti: FIGC, Inter, intervista Gazzetta.
È utile distinguere il lavoro dirigenziale dai risultati ottenuti da calciatore: i due ruoli comportano responsabilità diverse e non tutte le operazioni di mercato possono essere attribuite a una sola persona. Il passaggio di Ronaldo dal Barcellona all’Inter nel 1997 è ricordato da Mazzola come una delle sue soddisfazioni, ma l’acquisto fu una decisione societaria che coinvolse il presidente Massimo Moratti e più figure del club. Attribuire correttamente il merito evita la narrazione del “colpo solitario” e rende giustizia alla complessità di una trattativa internazionale. La carriera dirigenziale di Mazzola è documentata dalle biografie ufficiali, mentre i particolari dell’operazione provengono in parte dai suoi racconti retrospettivi.