L’Italia, che si conferma il Paese più vecchio d’Europa, affronta una sfida crescente: il sistema di assistenza per gli anziani non autosufficienti non è all’altezza delle esigenze. Con un quarto della popolazione che ha superato i sessantacinque anni, il numero di persone che necessitano di cure continuative aumenta, ma l’offerta di posti letto in Rsa rimane insufficiente e diseguale. Secondo Massimo Blasoni, fondatore della fondazione Sereni Orizzonti, nel 2030 ci saranno circa cinque milioni di anziani non autosufficienti, due milioni in più rispetto ai quasi tre milioni di oggi. Il problema non riguarda solo la quantità, ma anche la qualità e l’accessibilità delle strutture.
Il gap strutturale e geografico è evidente: nel Nord-Est si contano 10,5 posti letto ogni mille residenti, mentre nel Sud solo 3,4. Questa diseguaglianza rende sempre più difficile l’accesso alle Rsa per molte famiglie, soprattutto in aree dove la popolazione anziana è più concentrata. «Diversamente il rischio è di costruire Rsa che rimarranno fuori dalla portata di molti che pure ne avrebbero bisogno», sottolinea Blasoni. Per rispondere a questa domanda crescente, Sereni Orizzonti ha lanciato un piano di sviluppo da duecento milioni di euro per la realizzazione di venti nuove Rsa sul territorio nazionale, anche al Sud.
Le nuove strutture devono essere non solo numerose, ma anche sostenibili e accessibili. Occorre che siano costruite in modo ecosostenibile, con soluzioni che riducono l’impatto ambientale e migliorano la sicurezza del lavoro. Sereni Orizzonti ha adottato i principi Esg (Environment, Social and Governance) e ha iniziato a realizzare strutture con tecnologie domotiche e sistemi di produzione energetica rinnovabile. Un esempio concreto è il progetto con MET Italia Energy Solutions per la realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) nelle nuove strutture, che permette di produrre energia pulita e condividerla con la comunità circostante.
La qualità delle Rsa non dipende solo dagli edifici, ma anche dal personale. In Italia esistono notevoli carenze nella reperibilità di operatori sociosanitari, come infermieri e assistenti sociali. Per affrontare questa criticità, Sereni Orizzonti ha avviato un programma di formazione gratuita per gli operatori, con corsi di aggiornamento, percorsi di carriera e accesso a qualifiche professionali superiori. L’obiettivo è rendere più attrattivo il lavoro nel settore, soprattutto in un contesto in cui il turnover è endemico e il reclutamento sempre più difficile. Una scelta non filantropica ma strategica: trattenere il personale qualificato. In un settore dove il turnover è endemico e il reclutamento sempre più difficile, trattenere il personale qualificato vale più di qualsiasi altra ottimizzazione gestionale. Sereni Orizzonti ha inoltre iniziato a revisionare gli orari di lavoro per renderli più compatibili con le esigenze di vita, un passo importante per migliorare la soddisfazione e la stabilità del personale.
Un tema cruciale, che nessun operatore del settore può ignorare, è chi paga la Rsa. Oggi in Italia la spesa ricade quasi sempre sulle famiglie, che devono integrare le rette o, nei casi più critici, rinunciare all’assistenza. In altri Paesi europei esiste da decenni un’assicurazione pubblica obbligatoria per la non autosufficienza, detta Long Term Care (Ltc), che garantisce a ogni cittadino una copertura in caso di perdita dell’autonomia. In Germania il sistema è obbligatorio e finanzia una quota significativa dei costi residenziali. In Italia, invece, l’unica risposta pubblica strutturata rimane l’indennità di accompagnamento, bloccata a livelli inadeguati da anni.
«Servono scelte coraggiose», conclude Blasoni. «Un’assicurazione obbligatoria per la non autosufficienza, sul modello tedesco, permetterebbe a molte più famiglie di accedere a strutture di qualità. Diversamente il rischio è di costruire Rsa che rimarranno fuori dalla portata di molti che pure ne avrebbero bisogno». La strada per un sistema più equo e sostenibile sembra lunga, ma la domanda di posti letto in Rsa cresce ogni giorno, e con essa l’urgenza di trovare soluzioni concrete.
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