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domenica 20 Settembre 2026

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Esteri

L’ONU in crisi: Guterres in uscita, Trump e Zelensky in vista, Xi non arriva

L’Onu si prepara a un nuovo mandato con Guterres in uscita, Trump e Zelensky in vista, mentre Xi non partecipa.

L’81esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite si apre a New York con un’agenda densa di sfide e tensioni, tra le quali la crisi dell’ONU, la guerra in Ucraina e il dibattito sull’intelligenza artificiale. Il segretario generale Antonio Guterres, che lascerà l’incarico il 1 gennaio 2027, si appresta a concludere il suo mandato in un’organizzazione in stato di crisi ormai permanente, a causa dei tagli dei fondi da parte degli Stati Uniti. L’ONU, alle prese con una lunga serie di sfide, dovrà affrontare l’ultimo grande tema dell’agenda: l’intelligenza artificiale, al centro di una riunione del Consiglio di Sicurezza mercoledì, a cui parteciperà anche il CEO di OpenAI.

Trump e Zelensky in vista, Xi non arriva

Donald Trump, in visita negli Stati Uniti, prevede incontri bilaterali con leader di rilievo, tra cui la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez e, forse, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo, dopo la visita in Russia e in Ucraina dei suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, potrebbe finalmente incontrare il presidente USA a New York. L’incontro, se confermato, segnerebbe un momento di dialogo diretto tra i due leader, in un contesto di tensioni internazionali. Intanto, il presidente cinese Xi Jinping non è previsto a New York, nonostante l’attesa visita a Washington il 24 settembre.

Assenze e tensioni: il caso di Abu Mazen

Un altro tema di attenzione è l’assenza del presidente palestinese Abu Mazen, che per il secondo anno consecutivo non ha ricevuto il visto per partecipare alla riunione. L’Assemblea Generale ha approvato una risoluzione per permettergli di parlare con un videomessaggio o un discorso pre-registrato. Questa situazione riflette le complessità politiche e diplomatiche che accompagnano la crisi nel Medio Oriente. La guerra in Ucraina sarà al centro di un incontro di alto livello del Consiglio di Sicurezza mercoledì, dove potrebbe partecipare Zelensky. Il presidente USA, inoltre, utilizzerà l’Assemblea per una serie di incontri con i leader del Golfo, per discutere i prossimi passi del conflitto iraniano, che per ora sembra lontano da una svolta.

La crisi in Medio Oriente, la guerra in Ucraina e il dibattito sull’intelligenza artificiale sono i temi principali dell’agenda, con un’attenzione particolare al ruolo dell’ONU in un contesto di sfide globali. Guterres, nel suo discorso d’apertura, ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale in un momento in cui il mondo affronta tre minacce esistenziali: l’intelligenza artificiale fuori controllo, la crisi climatica e l’aggravarsi delle disuguaglianze. Il suo mandato, però, si chiuderà senza un successore definito, con il nuovo segretario generale da scegliere entro il 1 gennaio 2027.

La partecipazione di circa 150 capi di stato e di governo a New York segna un momento di confronto e di tensioni, con un’agenda che include dibattiti, incontri e decisioni cruciali per il futuro internazionale. Tra i temi più dibattuti, l’intelligenza artificiale, che dovrà essere affrontata in un contesto di crescente preoccupazione per i rischi tecnologici e etici. L’ONU, pur in crisi, rimane un’istituzione centrale per la governance globale, anche se il suo ruolo è in continua evoluzione.

La crisi dell’ONU, causata dai tagli di finanziamento statunitense, si fa sempre più evidente, con un’organizzazione alle prese con sfide multiple e una leadership in transizione. L’agenda di New York, però, non si limita alle questioni interne: si estende a temi globali, come la guerra in Ucraina e il dibattito sull’intelligenza artificiale, con un’attenzione particolare al ruolo delle potenze mondiali.

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