La guerra energetica non si ferma
La guerra tra Russia e Ucraina non mostra segni di tregua, anche se il tema dell’energia resta al centro delle discussioni. Il prezzo dei carburanti continua a salire, e la premier italiana Giorgia Meloni ha chiesto un intervento urgente dell’UE per controllare i prezzi. Tuttavia, come sottolinea l’ambasciatore Gianpaolo Scarante, il costo dell’energia dipende più dal Medio Oriente che dagli attacchi sulle raffinerie russe. La situazione non si risolve con un accordo tra le due parti, ma si complica ulteriormente con gli scambi di attacchi su infrastrutture energetiche, che non hanno portato a un cessate il fuoco. La tregua energetica non è ancora realtà.
La mediazione si sposta verso l’Emiro dei Fiori
La mediazione tra Russia e Ucraina, che una volta poteva passare attraverso la Turchia, oggi si sposta verso gli Emirati Arabi Uniti. Il messaggio russo è chiaro: gli europei non contano e non sono necessari per trovare un accordo. L’ambasciatore Scarante spiega che Mosca preferisce Abu Dhabi a una capitale europea come Bruxelles o Roma, come modo per squalificare l’Europa. Questo spostamento di interesse ha conseguenze significative per il ruolo dell’Unione Europea nel conflitto. La mediazione si sposta lontano dall’Europa.
Un inverno di guerra e di tensioni
L’inverno potrebbe modificare gli equilibri e spingere le parti al compromesso, ma per ora non c’è. L’Ucraina affronta un inverno durissimo e deve proteggere le infrastrutture, mentre la Russia ha subito danni importanti dagli attacchi ucraini al settore energetico. Tuttavia, senza un meccanismo terzo di monitoraggio, l’accordo potrebbe saltare alla prima violazione. L’ambasciatore Scarante sottolinea che la guerra non si ferma, e l’inverno potrebbe essere ancora un periodo di guerra, non di pace. La guerra non si ferma, ma si complica.
Le dinamiche interne e le strategie esterne
La mossa di Trump, che ha annunciato una possibile tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, va letta anche in chiave interna. Si avvicinano le elezioni di midterm e il presidente USA vuole dimostrare al suo elettorato di essersi mosso su un tema molto sentito. Tuttavia, l’ambasciatore Scarante sottolinea che Trump tende ad annunciare qualcosa prima che esista, e le reazioni russe e ucraine sono state prudenti. La tregua potrebbe essere un primo passo verso un negoziato, ma non è ancora un accordo concreto. La tregua è un’ipotesi, non una certezza. L’ambasciatore Gianpaolo Scarante, docente di Teoria e tecnica della negoziazione internazionale all’Università di Padova, conclude che la mediazione non è ancora in atto, ma esiste un interesse comune tra le due parti. Tuttavia, senza un meccanismo di controllo e senza garanzie reciproche, la guerra continuerà. L’Europa, pur non essendo al centro delle trattative, resta un attore cruciale per il futuro del conflitto.



