Centotrenta persone hanno scelto di andare al lavoro in bicicletta a Pisa, partecipando all’iniziativa Bike2Work, in occasione della Settimana Europea della Mobilità. L’evento, che ha visto la partecipazione di studenti e lavoratori delle università e degli enti di ricerca locali, ha visto i partecipanti attraversare il centro storico della città, con l’obiettivo di promuovere una forma di spostamento sostenibile e accessibile. La scelta di utilizzare la bicicletta non solo riduce l’inquinamento, ma si dimostra spesso più veloce, soprattutto per distanze inferiori ai 5 chilometri.
L’iniziativa Bike2Work, organizzata in collaborazione con l’Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore, la Scuola Superiore Sant’Anna, il Cnr-Area della Ricerca di Pisa e l’Infn-Sezione di Pisa, ha visto la partecipazione di centinaia di persone. I partecipanti, vestiti con magliette gialle e con cartelli che recitavano “Io vado a lavoro in bicicletta”, hanno percorso i 4 Lungarni, partendo da diversi punti di raccolta e convergendo in piazza XX Settembre. L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare la popolazione sull’alternativa alla mobilità privata e sottolineare l’importanza di rendere la bicicletta una scelta accessibile e sicura.
La richiesta di maggiore sicurezza è emersa durante l’evento. “Dopo un anno, l’amministrazione ha fatto ben poco sulla mobilità”, ha affermato Leonora Rossi, presidente di Fiab Pisa. “Chiediamo di rendere sicura la circolazione delle biciclette in città e di consentire alle persone di andare al lavoro in sicurezza”, ha aggiunto. La sicurezza, infatti, rappresenta un fattore chiave per incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano.
Marco Avvenuti, referente per la mobilità sostenibile dell’Università di Pisa, ha sottolineato che la città si presta ad andare al lavoro in bicicletta grazie alle distanze moderate. “La città si presta ad andare al lavoro in bici perché molte distanze sono sotto i 5 chilometri. Non si inquina ed è dimostrato che spesso si fa prima”, ha spiegato. Tuttavia, ha aggiunto, “c’è una grande richiesta, ma le persone vogliono poterlo fare in sicurezza. Vorremmo che Pisa adottasse la città 30 e che venissero completate piste ciclabili più sicure e continue”.
La partecipazione al Bike2Work ha visto anche la presenza di figure come Giorgia Benassi e Ervin Hadziosmanovic. “Partecipo perché è una buona iniziativa. Se più persone usassero la bicicletta per muoversi, si ridurrebbero l’inquinamento e il traffico e sarebbe più bello per tutti”, ha detto Benassi. Hadziosmanovic, invece, ha sottolineato l’importanza di mostrare che cambiare abitudini è possibile. “Credo sia importante sensibilizzare le persone sul fatto che si possa andare al lavoro in bici, perché non è chiaro a tutti. Molti dicono che ci vuole troppo tempo, ma spesso non ci hanno mai provato”, ha concluso.
La partecipazione al Bike2Work ha visto anche la presenza di figure come Giorgia Benassi, dottoranda, e Ervin Hadziosmanovic, dottorando alla sua seconda partecipazione. L’iniziativa ha rilevato che ogni giorno decine di migliaia di persone gravitano intorno alle università e agli enti di ricerca, generando migliaia di spostamenti e contribuendo alla transizione verso forme di mobilità meno dipendenti dall’automobile privata. La richiesta di maggiore impegno sulla sicurezza delle ciclisti in città è emersa durante l’evento. L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare la popolazione sull’alternativa alla mobilità privata e sottolineare l’importanza di rendere la bicicletta una scelta accessibile e sicura.
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